Crosetto alla Camera: “C’è chi si vergogna di aiutare Kiev, io fiero”. Banchi semivuoti della Lega
(ansa)
“Il governo agisce attraverso atti concreti. Riguardo all’invio di armi? Esiste un decreto”, afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto ai giornalisti riguardo all’Ucraina prima dell’inizio della seduta alla Camera. Successivamente entra in aula per comunicare sugli aiuti a Kiev, prende la parola e ribadisce il supporto all’Ucraina, poiché “interromperlo significherebbe rinunciare alla pace prima di averla creata. C’è un fattore che non possiamo trascurare: la forza militare russa continua a espandersi. Più soldati, più mezzi, più munizioni. Una capacità industriale sempre più focalizzata sull’impegno bellico. La Russia sta diventando una nazione in guerra perpetua”, afferma. I banchi della Lega sono quasi vuoti.
I banchi semivuoti della Lega
FdI e Forza Italia si alzano in piedi, i leghisti no
“Supportare l’Ucraina non implica voler prolungare il conflitto, ma significa prevenire che la conclusione dell’ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, fondata sull’ingiustizia e destinata a rompersi di nuovo”, chiarisce ancora il ministro nel suo discorso. I deputati di FdI e Forza Italia si alzano in segno di approvazione, al contrario dei leghisti. Poco dopo le 8, Matteo Salvini ha riunito i suoi parlamentari per discutere in vista del voto sulla risoluzione che oggi sarà votata dal Parlamento riguardo agli aiuti all’Ucraina. La direttiva è di votare a favore: “Il testo – avrebbe affermato Salvini ai suoi – ha accolto le nostre osservazioni ed è ragionevole”. Tuttavia, la questione divide il partito. La premier Meloni nei giorni scorsi avrebbe chiesto rassicurazioni al capo della Lega durante un pranzo. “La Lega è unita”, è stata la risposta. Ma Roberto Vannacci non è d’accordo, desiderando affossare il decreto su Kiev.
Crosetto: “Se potessi fornire più armi all’Ucraina per la sua difesa, lo farei”
“Non ci sono mezzi buoni o cattivi, ma ci sono mezzi che possono essere impiegati in modi positivi o negativi. Un’arma è negativa quando viene usata contro qualcuno, ma quando un’arma previene che un’altra colpisca un ospedale, una centrale elettrica o un edificio, è un’altra questione. L’atteggiamento con cui l’Italia ha supportato l’Ucraina fino ad ora è stato quello di evitare che chi desidera distruggere il popolo ucraino e sottometterlo possa farlo. Alcuni di voi potranno vergognarsi di questo, io invece mi sento orgoglioso – afferma Crosetto – Se avessi avuto l’opportunità di dare all’Ucraina i mezzi per fermare tutte quelle bombe, glieli avrei forniti. Spero che l’unica parte di questo decreto che utilizzeremo sia quella civile, cioè la possibilità di ricostruire ospedali e fornire viveri e medicinali”. Inoltre “desidero che questo decreto non ci costringa a inviare ulteriori pacchetti di aiuti militari, poiché significherebbe che la guerra è finita”, aggiunge il ministro. Dopo il suo intervento, la discussione generale prosegue per un’ora e mezza, seguita dalla replica del titolare della Difesa. Infine, verranno annunciati i pareri sulle risoluzioni presentate, le dichiarazioni di voto e quindi il voto stesso.
Crosetto: “La pace si costruisce con impegno”
Il decreto legge approvato dal governo in Cdm, aggiunge il ministro di FdI, “assicura continuità a un impegno che l’Italia ha assunto con serietà e coerenza sin dal primo giorno dell’aggressione russa. E lo facciamo in un momento delicato, che molti definiscono di transizione. Caratterizzato dal moltiplicarsi di contatti e segnali di una possibile apertura negoziale che tutti auspichiamo. La prospettiva di una pace stabile e duratura ci vede non solo favorevoli, ma attivi e coinvolti in prima persona come nazione – prosegue Crosetto – Quando si parla di pace, il pericolo maggiore è confondere un desiderio con la realtà. La pace non arriva perché la chiediamo. Né perché l’opinione pubblica è stanca della guerra. La pace si costruisce con fatica, determinazione e lucidità. Con responsabilità e un lavoro intenso. Che, a volte, può essere distrutto e richiedere di ricominciare da capo”.
Crosetto: “La Russia finge di essere aperta”
Da parte russa, invece, “non si osservano segnali concreti di reale disponibilità a ridimensionare le proprie pretese territoriali ed egemoniche”. Anzi, come già notato, “la macchina militare russa continua a espandersi”. E “il volume di fuoco rimane impressionante. La Russia finge apertura. Una soluzione alla coreana o cipriota – con il congelamento della linea di fronte e una fascia di rispetto di circa 40 km – è sul tavolo da mesi, ma non abbiamo risposte da Mosca, che usa il negoziato per guadagnare tempo e consolidare i guadagni territoriali”, continua il ministro della Difesa – Oggi la Russia ha un milione e mezzo di militari attivi, il numero più alto mai registrato dopo la seconda guerra mondiale, oltre due milioni di riservisti e una leva in costante crescita. Sta aumentando gli stipendi per arruolare nuovi soldati e ha convertito la propria economia in un’economia di guerra, destinando circa il 40% del bilancio pubblico alla capacità militare. La Russia – ripete Crosetto – non ha mai interrotto guerre e bombardamenti, nemmeno per un giorno: persino un’organizzazione terroristica brutale come Hamas, in un certo momento, ha accettato una tregua, sospeso i combattimenti e cercato un percorso diverso. Mosca no: nessuna pausa e nessun gesto concreto”.
Gli ucraini, al contrario, sono “i primi a essere pienamente consapevoli della necessità di un accordo”, sottolinea. Per Kiev “il punto non è la riconquista totale dei territori occupati – che oggi è irraggiungibile – ma la certezza della propria sovranità e il diritto di continuare a esistere come Stato libero”, specifica Crosetto durante le sue comunicazioni sul decreto legge – L’Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, né per vincere una guerra, né per sconfiggere un nemico, ma per tutelare il proprio territorio e la propria popolazione” e “una diminuzione del supporto internazionale non porterebbe alla pace, ma al contrario favorirebbe un’ulteriore escalation dell’aggressione”.
Le reazioni
Il capogruppo Pd in commissione Difesa Stefano Graziano sottolinea “la divisione all’interno della maggioranza. Riguardo all’Ucraina, sono evidenti le tensioni tra Meloni e Salvini: le stiamo osservando in aula in modo chiaro e nelle parole dei leghisti che mantengono una posizione fredda, ostacolano le scelte del governo, introducendo elementi di ambiguità che mirano a limitare Crosetto e l’azione del Paese in sede europea”.
Durante la discussione generale, infatti, in piazza Montecitorio, si è svolto, per pochi minuti, un flash mob del ‘Team Vannacci’. Una decina di persone legate all’associazione Mac (Mondo al contrario-Team Vannacci) hanno manifestato srotolando uno striscione con la scritta “Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani”.
Per il partito di Giuseppe Conte, “la presidente Meloni dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità”, attacca il deputato del Movimento 5 Stelle Marco Pellegrini: “Avevate puntato sulla vittoria militare dell’Ucraina, investendo i soldi degli italiani e la vita degli ucraini”.
La dichiarazione di voto della Lega è affidata a Stefano Candiani: “Noi abbiamo sempre fornito supporto e continueremo a farlo, avendo trovato nella risoluzione elementi di garanzia”. Tuttavia, i malumori all’interno del Carroccio sono evidenti dalle numerose assenze in aula.