Cucchi presenta il caso Savini-Fabbri a Salvini

Il caso dell’incidente che ha coinvolto il primo cittadino di Ferrara Alan Fabbri e l’ex assessora Francesca Savini giunge fino a Roma. Questa volta, la questione è formalizzata in un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dei Trasporti Matteo Salvini e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

A firmare il documento è la senatrice Ilaria Cucchi, che trae spunto dall’incidente del 4 maggio per ampliare il dibattito oltre la cronaca locale: il punto, sostiene, non è solo il risultato positivo dell’alcoltest per Savini, ma il messaggio che una situazione del genere potrebbe trasmettere ai cittadini.

Nel testo, Cucchi formula una domanda politica tanto semplice quanto incisiva: come si concilia la linea della “tolleranza zero” in materia di sicurezza stradale, proclamata dal Governo con la riforma del Codice della strada, con il comportamento di figure istituzionali coinvolte in un episodio simile?

La senatrice pone particolare enfasi sul concetto di esemplarità pubblica. Tradotto dal linguaggio parlamentare: chi gestisce una città, o occupa ruoli istituzionali, dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio. E non solo quando si è alla guida. Cucchi sottolinea infatti anche la responsabilità di chi decide di salire in auto con una persona che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, presentava un tasso alcolemico ben oltre il limite consentito.

Nell’interrogazione si evidenzia che eventi di questo tipo rischiano di “minare la credibilità” delle campagne contro la guida in stato di ebbrezza. Un tema che, ricorda la senatrice, incide direttamente sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni: se chi governa promuove la prudenza ma poi si trova coinvolto in situazioni simili, il corto circuito comunicativo è inevitabile.

Non manca un accenno alla gestione della comunicazione dopo l’incidente. Cucchi chiede infatti se ci siano state interazioni istituzionali o pressioni nella fase successiva ai fatti, anche considerando il ritardo con cui la notizia è stata resa pubblica. Un argomento che, negli ultimi giorni, ha suscitato discussioni e polemiche in città.

Il passaggio politicamente più incisivo arriva però alla fine. La senatrice interroga i ministri se, in situazioni del genere, non sia opportuno considerare “un passo indietro” da parte di chi ricopre ruoli pubblici, per tutelare il prestigio delle istituzioni e la credibilità delle campagne sulla sicurezza stradale. Una richiesta che, pur senza menzionarlo direttamente, coinvolge inevitabilmente anche il sindaco Fabbri e apre un nuovo fronte destinato a generare ulteriori discussioni a Ferrara.

Matteo SalviniRoma