Dimissioni dell’assessora Francesca Savini dopo il terremoto in municipio.

Dimissioni dell'assessora Francesca Savini dopo il terremoto in municipio. 1

Scossa in municipio a Ferrara. Francesca Savini ha presentato le proprie dimissioni da assessora con deleghe a Pnrr, Anagrafe, Stato Civile, Servizi Demografici, Elettorale, Cooperazione Internazionale, Affari legali, Servizi informativi, Digitalizzazione, SmartCity.

La scelta è stata presa nel primo pomeriggio di sabato 9 maggio, intorno alle 13.30, poche ore dopo la notizia – riportata in esclusiva da Estense.com – dell’incidente occorrente lo scorso 4 maggio a Sermide, in provincia di Mantova, quando – alla guida della propria vettura – l’ex assessora e il sindaco Alan Fabbri erano usciti di strada, ribaltandosi e colpendo un palo. Dopo essere stata sottoposta all’alcoltest, Savini era risultata positiva con un tasso di 1,5 mg/l: tre volte oltre il limite consentito.

“In questi anni, prima come consigliere e poi come assessore, il mio scopo è stato quello di servire la comunità di Ferrara con impegno, dedizione e rispetto verso i cittadini. Proprio in nome di quel rispetto, e nella consapevolezza del ruolo pubblico che ho ricoperto fino ad oggi, ho deciso di presentare le mie dimissioni, con effetto immediato” è l’incipit della comunicazione che Savini ha inviato alle redazioni.

“L’accertamento delle cause dell’incidente alla guida della mia auto, che fortunatamente non ha avuto conseguenze per persone o cose, è in corso. Verrà fatta chiarezza, come è giusto che sia, nelle sedi appropriate” chiarisce l’ex assessora.

Che aggiunge: “È una decisione difficile. Mi sono sempre impegnata per la mia città, ma questa è una scelta necessaria, presa a tutela del buon operato di questa Amministrazione e del livello di fiducia raggiunto in questi anni. Una scelta, la mia, affinché l’Amministrazione comunale possa continuare il proprio lavoro con tranquillità e con una nuova figura che possa gestire le mie deleghe con la massima attenzione e cura“.

“Attenzione e cura che ora sento di dover riservare alla mia famiglia. Una responsabilità morale, prima ancora che pubblica, che devo a loro, come a tutti i cittadini di Ferrara” conclude Savini.

 

 

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