Ex San Giorgio, il Pd propone di trasformarlo in alloggi a canone calmierato
Da ex Casa del Pellegrino a centro riabilitativo Inail, fino a diventare un enorme immobile abbandonato e ora in vendita per 8,5 milioni di euro. Ma quale futuro attende l’ex complesso San Giorgio di via Messidoro? E se quei 13mila metri quadrati inutilizzati potessero trasformarsi in una risposta alla crescente difficoltà di trovare casa a Ferrara? È quanto chiede la consigliera comunale del Partito Democratico Sara Conforti, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per sollecitare la Giunta Fabbri a intervenire sul degrado della struttura e, soprattutto, ad aprire una riflessione sulla sua possibile riconversione abitativa.
La struttura, di proprietà Inail, si sviluppa su cinque livelli ed è inutilizzata da anni. Nel tempo non sono mancate le ipotesi di recupero, tra cui quella di trasformarla in una residenza universitaria, ma nessuna ha trovato concreta attuazione. Oggi, secondo le segnalazioni raccolte tra i residenti e riportate nell’interrogazione, l’immobile verserebbe in condizioni di progressivo deterioramento, tra rifiuti abbandonati, sporcizia, possibili problemi igienico-sanitari e accessi non autorizzati. Alcuni locali verrebbero inoltre utilizzati per il pernottamento.
Conforti chiede quindi all’Amministrazione se siano stati effettuati sopralluoghi e controlli e se intenda sollecitare Inail a intervenire con lavori di pulizia, manutenzione e messa in sicurezza. Un’attenzione particolare viene riservata anche agli animali che hanno trovato rifugio nel complesso, soprattutto gatti, per i quali si chiede il coinvolgimento dei servizi veterinari e delle associazioni di tutela in caso di interventi.
Ma il cuore politico dell’interrogazione riguarda il diritto all’abitare. La consigliera richiama i dati di Immobiliare.it Insights, secondo cui tra il 2021 e il 2025 i canoni delle stanze singole a Ferrara sono aumentati del 45%, mentre quelli dei trilocali del 49%. Una crescita che rende sempre più difficile l’accesso alla casa non soltanto per le famiglie economicamente fragili, ma anche per studenti, giovani e lavoratori.
Da qui la proposta di verificare la fattibilità di una riconversione dell’ex San Giorgio in un complesso di edilizia residenziale sociale, con alloggi a canone calmierato, soluzioni di cohousing e abitazioni destinate a studenti, lavoratori e anziani autosufficienti. Un progetto che, secondo Conforti, potrebbe coinvolgere Comune, Inail, Acer Ferrara e Regione Emilia-Romagna, anche attraverso finanziamenti pubblici e accordi tra enti.
La questione, però, non è soltanto edilizia. La consigliera mette in guardia dal rischio di realizzare un insediamento abitativo isolato, privo di collegamenti e servizi. Per questo chiede una ricognizione delle linee di trasporto pubblico che raggiungono via Messidoro, dei percorsi ciclabili e pedonali e delle attività commerciali presenti, valutando un eventuale potenziamento dei collegamenti con il centro, la stazione e i principali poli di studio e lavoro.
Resta poi il nodo urbanistico: nel Piano urbanistico generale approvato il 28 settembre il complesso risulta inserito nell’ambito delle attrezzature e degli spazi collettivi. Occorrerebbe quindi verificare se e attraverso quali strumenti sia possibile una destinazione residenziale.
Infine, Conforti distingue il possibile recupero dell’ex San Giorgio, necessariamente di lungo periodo, dall’urgenza di intervenire sugli alloggi popolari già esistenti. Alla Giunta chiede anche quanti appartamenti Erp siano attualmente vuoti, quanti necessitino di lavori e in quali tempi possano tornare disponibili.
Sono 18, complessivamente, i quesiti rivolti al sindaco e alla Giunta. L’obiettivo è capire se l’Amministrazione intenda assumere un ruolo attivo nel futuro di un immobile pubblico di grandi dimensioni, evitando che continui a deteriorarsi mentre in città cresce la domanda di abitazioni accessibili.
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