Fabbri in seguito alla segnalazione: “Non sono stato io a rivelare quella vicenda, è stato Anselmo a renderla nota”

La risposta giunge rapidamente, intensa come l’atmosfera che ormai circonda il caso Fabbri-Anselmo. Il sindaco condivide sui social la sua versione dopo la denuncia presentata dal consigliere riguardo a quanto accaduto in Consiglio comunale oggi, martedì 27 maggio, dove Alan Fabbri aveva lasciato sui banchi dell’opposizione una vecchia agenzia Ansa sull’arresto, avvenuto nel 2021, del figlio di Fabio Anselmo.

Una decisione che Anselmo ha definito un tentativo di “colpire un figlio per colpire un padre“. Fabbri, al contrario, la presenta come un gesto simbolico. Un modo, scrive, per far presente all’opposizione “quanto i fatti personali, specialmente in politica, possano essere dolorosi”.

“Avrei potuto utilizzare una notizia personale con implicazioni politiche e non l’ho fatto”, scrive Fabbri. La notizia, chiarisce, riguardava il figlio dell’avvocato, già allora noto per le sue battaglie contro l’amministrazione comunale. Battaglie che, secondo Fabbri, sarebbero state “strumentali” alla successiva candidatura a sindaco di Anselmo.

Il sindaco afferma che anche durante la seduta del Consiglio comunale gli sarebbe stato suggerito di tirare in ballo quell’argomento. Avrebbe potuto farlo, dice, rispondendo alle domande dell’opposizione riguardo all’incidente stradale del 4 maggio scorso a Sermide, che lo ha coinvolto insieme all’ormai ex assessora Savini. Ma, rivendica, ha scelto di non menzionarlo pubblicamente e di rispondere “in modo puntuale nel merito”.

Tuttavia, prima di lasciare l’aula, Fabbri ha lasciato sui banchi dell’opposizione l’articolo sull’arresto per droga del figlio di Anselmo. “Che non ho voluto citare pubblicamente, neanche questa volta”, specifica.

Fabbri richiama poi le parole e le azioni di Anselmo dopo l’incidente, accusandolo di essersi “immediatamente precipitato” a chiedere le sue dimissioni e di aver fatto “gravi illazioni“. In particolare, il sindaco contesta al consigliere di aver chiesto come mai non si fosse accorto, quel giorno, che l’assessora non fosse in grado di guidare.

Da qui il passaggio più incisivo: “Allo stesso modo, è lecito interrogarsi su come mai lui, da padre, non si fosse mai reso conto di avere un figlio spacciatore“. Fabbri sostiene poi che sia stato lo stesso Anselmo, “probabilmente e comprensibilmente ferito“, a rivelare davanti all’assemblea il contenuto dell’articolo, che altrimenti – secondo il sindaco – sarebbe passato inosservato.

Infine, la conclusione: “Quando si decide di trasformare il dolore e le vicende personali in strumenti di lotta politica, bisognerebbe ricordare che quella lama può ferire chiunque”.

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