È necessario che la Regione adotti interventi straordinari e urgenti per fornire supporto economico, facilitare l’accesso al credito agevolato e ridurre i costi fiscali regionali, al fine di sostenere le oltre 43mila imprese emiliano-romagnole in difficoltà, evitando così una crisi occupazionale di vasta portata. Con un’interrogazione, Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) invita l’esecutivo regionale a mettere in atto strategie, utilizzando le risorse del Fondo sociale europeo (Fse+), per proteggere i lavoratori dei settori più in difficoltà e promuovere un rapido ricollocamento della manodopera in caso di chiusura delle attività. Tra le aree maggiormente colpite si trovano Reggio Emilia, Parma e Modena, mentre Ferrara e Forlì-Cesena presentano tassi di incidenza più contenuti.
La capogruppo evidenzia come i recenti dati forniti dall’osservatorio Business Scan di Sevendata mostrino un quadro di grave preoccupazione per la stabilità del sistema produttivo dell’Emilia-Romagna: secondo l’analisi, sono 43.319 le aziende regionali a rischio di insolvenza nei prossimi dodici mesi, una cifra che corrisponde al 10,5% delle 412.564 imprese attive nel territorio.
“Nel contesto regionale – spiega Evangelisti – si osservano significative asimmetrie provinciali, con picchi di massima criticità concentrati a Reggio Emilia (dove il rischio di insolvenza raggiunge il 12% delle imprese), seguita da Parma (11,8%) e Modena (11,6%). Le zone con tassi di incidenza più bassi rimangono Ferrara e Forlì-Cesena, entrambe al 9,1%. L’analisi per settori mette in luce come i comparti più vulnerabili alle difficoltà finanziarie siano le attività estrattive (38,4%), i fornitori di energia (22%) e il settore immobiliare (16,2%), suggerendo forti conseguenze sulla stabilità occupazionale e sull’indotto locale. Il saldo demografico delle imprese regionali mostra un preoccupante calo, con una riduzione dell’1% delle aziende attive su base annua (superiore al -0,8% della media nazionale), dovuto a un tasso di natalità fermo al 5,4% rispetto a una mortalità del 6,6%.”
“Questo scenario – conclude la capogruppo – potrebbe compromettere la competitività dei distretti industriali e manifatturieri dell’Emilia-Romagna. Pertanto, è fondamentale che la Regione istituisca un tavolo tecnico permanente di monitoraggio preventivo con i principali istituti di credito del territorio e i consorzi di garanzia fidi (Confidi) per semplificare l’erogazione di liquidità d’emergenza e prevenire il fallimento delle imprese sane ma temporaneamente in difficoltà finanziaria.”