Ferrara in testa per gli aumenti: “Quali misure ha adottato il Comune contro l’inflazione?”

Ferrara in testa per gli aumenti: “Quali misure ha adottato il Comune contro l'inflazione?” 1

di Giada Zerbini*

Per il secondo mese consecutivo, Ferrara si posiziona al primo posto nella classifica dell’Unione Consumatori riguardante l’incremento del costo della vita. A luglio, con un’inflazione annuale del 3,6%, l’aggravio previsto è di 1.042 euro per una famiglia media, dopo i 1.157 euro registrati a giugno.

È fondamentale interpretare il dato con attenzione. La classifica non misura il livello assoluto dei prezzi e sarebbe errato attribuire al Comune l’andamento dell’inflazione. Tuttavia, l’obiettivo non è trovare un colpevole, ma comprendere se l’amministrazione comunale abbia una strategia per tutelare i cittadini dagli effetti di un fenomeno che a Ferrara ha un impatto maggiore rispetto ad altre località. Cosa è stato realizzato fino ad ora e quale direzione si intende intraprendere?

Il Comune non ha la facoltà di determinare l’inflazione, ma può decidere in che misura i suoi effetti ricadano sui cittadini, attraverso la fiscalità locale, le tariffe e le rette, i servizi, le politiche abitative e i sostegni per le fasce più vulnerabili. Tuttavia, su questi aspetti non si evidenzia attualmente un’agenda organica, pubblica e verificabile. Questa mancanza incide sul futuro stesso della città: il costo della vita influisce sulla possibilità di rimanere, lavorare, studiare, formare una famiglia e scegliere Ferrara come luogo di residenza.

Esistono strumenti a disposizione. Altri Comuni hanno mantenuto soglie di esenzione sull’addizionale Irpef, potenziato le agevolazioni Isee, sostenuto gli affitti e deciso di non trasferire automaticamente l’inflazione sulle tariffe dei servizi. A Ferrara, al contrario, l’addizionale Irpef è stata fissata allo 0,8% per tutti, senza alcuna fascia di esenzione, mentre nel 2025 la Tari ha raggiunto i 341 euro per una famiglia tipo, con un incremento del 13,8%. Questi dati non giustificano il primato dell’inflazione, ma si sommano ai rincari e ne amplificano gli effetti.

È in questo contesto che si misura l’efficacia dell’amministrazione: non nel promettere di fermare dinamiche che un Comune non può controllare, ma nel prevedere le conseguenze, stabilire priorità e utilizzare appieno le leve disponibili. Limitarsi a registrare il problema, senza una politica chiara per affrontarlo, significa gestire l’emergenza e non pianificare il futuro.

Pertanto, chiediamo all’amministrazione di rendere pubblica un’analisi delle componenti del dato ferrarese, chiarire quali misure siano già state attivate e avviare un dialogo con le associazioni dei consumatori, i sindacati e le categorie economiche. Si potrebbe iniziare da una soglia di esenzione sull’addizionale Irpef per i redditi più bassi, agevolazioni Isee e Tari più incisive, sostegni per l’affitto, tariffe comunali che non trasferiscano automaticamente l’inflazione sui cittadini e un monitoraggio costante di prezzi e tariffe.

Una città non è realmente attrattiva se i suoi abitanti sono costretti a spendere sempre di più per rimanervi. Il futuro di Ferrara dipende anche dalla possibilità, per chi vive, lavora, studia e cresce una famiglia, di potersela ancora permettere.

*segretaria Partito Democratico – Unione comunale di Ferrara

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