“Ferrara rappresenta un ecosistema. La decisione del TAR suggerisce un approccio innovativo alla gestione”

La decisione del TAR che obbliga il Comune a trovare una nuova sede per il Ferrara Summer Festival, diversa da Piazza Ariostea, non rappresenta solo una questione amministrativa. Essa richiama un principio fondamentale che dovrebbe orientare ogni decisione pubblica: una città non può essere gestita come se fosse composta da compartimenti stagni.

Ferrara è un ecosistema urbano. Con questo termine non ci riferiamo solo all’ambiente naturale, ma all’insieme delle interazioni che animano una città: cittadini, aziende, servizi, cultura, mobilità, patrimonio, spazi pubblici e natura. Quando uno di questi fattori subisce una modifica, tutti gli altri ne risentono.
Per questo motivo, ogni decisione pubblica deve essere considerata nel suo complesso.
Ogni scelta altera un equilibrio. Un grande evento non si limita al luogo che lo accoglie. Esso coinvolge il patrimonio storico, la mobilità, l’ambiente, il commercio, il turismo, la sicurezza, la qualità della vita dei cittadini e, nel caso di Ferrara, anche le responsabilità legate al suo riconoscimento da parte dell’UNESCO.
Pertanto, sorprende che, dopo anni di mancato dialogo, ci si trovi ora costretti a decidere in tempi ristretti quale sarà la nuova sede del Ferrara Summer Festival.

La sentenza del TAR ha concluso un lungo periodo di resistenza amministrativa. Tuttavia, il rischio è che, una volta archiviata Piazza Ariostea, si ripeta lo stesso errore: cercare in fretta un’altra location senza considerare la questione nella sua totalità.
Tra le opzioni più menzionate c’è il Parco Urbano Giorgio Bassani.
È comprensibile considerare uno spazio così vasto. Ma è altrettanto necessario interrogarsi sulle possibili conseguenze di una scelta di questo tipo.

Il Parco Urbano rappresenta uno dei principali patrimoni ambientali della città. Esso fa parte del sistema paesaggistico delle mura rinascimentali e contribuisce a quell’equilibrio che rende Ferrara una città unica. Anche in questo caso, entrano in gioco la tutela ambientale, la mobilità, il rumore, la sicurezza, l’utilizzo quotidiano del parco e la salvaguardia di un patrimonio riconosciuto a livello internazionale.
Non si tratta di essere favorevoli o contrari ai concerti.
È una questione di metodo.

In queste ore, Ascom e FIPE hanno manifestato il desiderio che Piazza Ariostea continui a ospitare il Summer Festival. È una posizione comprensibile. I grandi eventi generano economia, occupazione e attrattività. Ignorarlo sarebbe un errore.
Tuttavia, sarebbe altrettanto errato limitare il dibattito al solo aspetto economico.
Una città è composta anche da residenti, spazi pubblici, ambiente, beni culturali e servizi. Ognuno osserva la città da una prospettiva differente e tutte queste visioni sono legittime.

Il compito della politica non è decidere quale interesse debba prevalere.
Il compito della politica è creare un equilibrio.
Ed è proprio questo il significato di governare un ecosistema.
L’impressione, invece, è che negli ultimi anni Ferrara abbia affrontato questa situazione come una somma di problemi distinti: prima la promozione turistica, poi le lamentele dei residenti, quindi i ricorsi, infine la ricerca di una nuova sede.
Manca una visione globale.

Se fosse esistito un vero confronto tra Amministrazione, opposizioni, categorie economiche, enti di tutela, organizzatori e cittadini, probabilmente oggi Ferrara avrebbe già un Piano Eventi, con criteri chiari per la scelta delle sedi e valutazioni preventive sugli impatti.

Invece, il tempo è limitato.
Ed è proprio quando il tempo è ristretto che diventa ancora più cruciale fermarsi a riflettere.
Perché una decisione presa in fretta rischia di risolvere un problema mentre ne apre altri.
Per questo crediamo che la città necessiti di una pianificazione stabile: un Piano Eventi, criteri pubblici e trasparenti, valutazioni ambientali, economiche e sociali e, se necessario, la progettazione di uno spazio realmente adatto a ospitare manifestazioni di grande richiamo.

Non per ostacolare il Ferrara Summer Festival.
Al contrario.
Per garantirgli un futuro certo, insieme alla tutela del patrimonio storico e ambientale e alla qualità della vita dei cittadini.
La sentenza del TAR non ci offre solo una scadenza. Ci presenta un’opportunità.
Quella di cambiare approccio.
Sarà il momento in cui Ferrara inizierà a governare sé stessa come una città del XXI secolo.

La Comune di Ferrara

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