Nucleo Anti Paranza: Fabbri distrae con i “maranza” mentre la mafia si annida nel Comune

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Ci siete cascati tutti. Ma proprio tutti. Da 24 ore consecutive il dibattito, anche oltre la scala locale, è centralizzato sulla notizia lanciata da Alan Fabbri.

Il sindaco di Ferrara, ovviamente tramite social, ha fatto catapultare una boutade. Uso il termine “catapultare” perché mi piace l’idea di un qualcosa scaraventato da un luogo, immaginario, a un altro, reale. Il luogo, quello immaginario, è il nulla. Quello reale è sopra le nostre teste.

La catapulta del primo cittadino ha fatto sua l’arma più utile che potesse esistere in un dibattito pubblico nell’Italia dell’ottobre 2026. Vale a dire i disordini etichettati con matrice “maranza”.

Ecco allora l’eureka apparso sopra la fronte dei numerosi comunicatori al servizio della propaganda istituzionale e pagati con i vostri soldi (un argomento che mi è già costato quattro anni di processo, ma che un giudice, assolvendomi con formula piena, ha declinato in “sacrosanto diritto di critica”).

Alan Fabbri ha fatto credere che il Comune stia preparando una task force anti-maranza. Non perderò troppo tempo a dirvi che la misura o progetto che sia sarebbe irrealizzabile. Un piccolo e breve indizio: sarebbe incostituzionale.

O almeno lo sarebbe finché Fabbri non riesce a far abrogare l’articolo 3 della Costituzione, uno dei pilastri su cui si regge questa “cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare ” direbbe Gaber. L’articolo 3, ricorderebbe un maranza al sindaco, sancisce il principio di uguaglianza tra le persone.

E allora, perché Fabbri lancia una proposta che lui per primo sa che non sarà mai realizzata?

Perché serve, è necessaria, indispensabile, a oscurare la più grave notizia piombata negli ultimi anni sull’ex ducato estense.

Vale a dire la scoperta, da parte della Direzione Antimafia di , di una infiltrazione mafiosa nei gangli della comunità. Così radicata come non si era mai vista prima.

L’associazione sportiva Xbikes che gestisce il circuito di kart in via Diana farebbe capo, stando alle conclusioni degli inquirenti, a una cosca collegata alla ‘Ndrangheta. Nello specifico al clan Gallace, specializzato in narcotraffico e infiltrazioni nelle amministrazioni pubbliche.

Preservando (per noi la Costituzione ha ancora un valore) il principio di innocenza, sembrerebbe – condizionale d’obbligo – che l’associazione che, grazie al Comune amministrato da Fabbri, aveva in uso il circuito, utilizzasse questa opportunità per riciclare denaro proveniente dal narcotraffico.

Bazzecole no? Mica tanto, visto che il Comune, amministrato – ripetiamo – da Fabbri, ha concesso per addirittura dieci anni la pista a questa associazione nata dal nulla pochi mesi prima dell’assegnazione. In mezzo, se volete, c’è anche la minaccia del suo gestore nei confronti di un possibile concorrente (cosa ovviamente di cui il sindaco non poteva essere a conoscenza). Una minaccia, dice la procura antimafia, che compendia i requisiti dei toni mafiosi.

Non basta. Questa associazione (che, se le accuse verranno confermate, è gestita da un gruppo mafioso) ha avuto la possibilità di mettersi in luce con tante iniziative pubbliche, alle quali i vertici dell’amministrazione comunale di Ferrara hanno partecipato a suon di e selfie.

Ora, per i recalcitranti agli antiemetici, ecco l’ultimo ingrediente: il Comune ha anche elargito contributi pubblici a tale associazione.

Siamo alle conclusioni. La paranza, nel gergo mafioso, indica la nuova onda della malavita organizzata. Quella che, per dovere di appartenenza, si incarica di subentrare ai vecchi vertici, ormai passati. Passati o per le patrie galere o per scambi commerciali poco ortodossi.

Ecco allora la nostra proposta. Se fossi nei panni del sindaco, lascierei stare il Nucleo Anti Maranza. Fabbri è il primo a sapere che, oltre che inutile, è anche inattuabile.

Lancerei invece l’ipotesi del Nucleo Anti Paranza. Questo sì che, fortunatamente, potrebbe rivestire qualche utilità.

Credo che la giunta retta da Fabbri lo debba ai ferraresi. Ma anche ai maranza.

Anche perché non vorrei mai che qualcuno si ricordasse di cosa diceva l’attuale sindaco del suo predecessore, Tiziano Tagliani.

Nel 2012, rimembro per gli smemorati, il Comune di Ferrara – allora retto da una giunta di centrosinistra – ospitò tale Dj Boogye alla Festa della Legalità.

Si scoprì in seguito che il poco illustre ospite era il padrino della mafia nigeriana locale.

“Il colmo dei colmi!” inveì allora Fabbri.

Ma, oggi, di fronte alle carte della procura antimafia Dj Boogye pare una verginella…

E Fabbri, a proposito del Nucleo Anti Maranza dice che “non aspetterò che accada qualcosa di grave anche nella nostra città per intervenire. La sicurezza dei ferraresi viene prima di tutto. E su questo non intendo fare un solo passo indietro”.

Ecco, caro sindaco. Qualcosa di estremamente grave è già avvenuto. Parliamo di una (ancora presunta) infiltrazione mafiosa radicata e con ottimi rapporti con l’amministrazione che dirigi.

Su questo vorrei che garantissi la sicurezza dei ferraresi prima di tutto.

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