Il Partito Democratico rifiuta la proposta di Meloni riguardo alla legge elettorale: “Non ci sono le premesse per un confronto”
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(ansa)
Proseguire con la legge elettorale. La coalizione di centrodestra riafferma la volontà di completare la riforma del sistema di voto e abbandonare il Rosatellum, con l’intento di assicurare governabilità. Per conseguire questo obiettivo, il centrodestra è disposto a incontrare le opposizioni. Tuttavia, il Pd al momento declina l’invito.
“Non è accettabile che presentino un documento redatto interamente da loro e poi cerchino di trovare modifiche con le opposizioni. Devono annullare il testo sulla legge elettorale e sul premierato, e solo allora ha senso avviare un dialogo sulle regole del gioco democratico con l’opposizione. In questo modo non ci sono le condizioni – afferma il senatore e responsabile Riforme della segreteria Pd Alessandro Alfieri – È curioso che propongano il dialogo dopo aver fatto come volevano, presentando un loro testo inaccettabile, con premi eccessivi. Ora si aprono al dialogo perché sono in difficoltà tra di loro”.
La questione della legge elettorale è stata discussa ieri durante il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. Meloni insieme a Matteo Salvini e Antonio Tajani, Maurizio Lupi e il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli (l’ideatore del noto Porcellum), Giovanni Donzelli (FdI) e Alessandro Battilocchio decidono di rilanciare un invito alle opposizioni per un confronto: “Siamo determinati a continuare il dialogo – comunicano – per garantire stabilità e governabilità a chiunque emerga vincitore. Siamo pronti a iniziare il confronto con le opposizioni per verificare se ci sia una convergenza sull’obiettivo della stabilità, o se preferiscano sistemi che, non assicurando un risultato chiaro, permettono di governare anche a chi non ha il consenso popolare”.
Per il dem Alfieri, attualmente, “mancano le condizioni per il dialogo”. E sottolinea, parlando con l’Ansa, che riguardo al premierato “all’inizio della legislatura, prima di presentarlo, almeno ci avevano consultato, ed eravamo andati al confronto. Tuttavia, poi hanno agito come volevano”, conclude il senatore del Pd.
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