Il tema del referendum riguardante la giustizia: il contenuto e la sua illustrazione.

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Il quesito che gli elettori italiani troveranno sulla scheda del referendum costituzionale il 22 e 23 marzo richiede di approvare o respingere una legge costituzionale che modifica l’organizzazione della magistratura. Il quesito è formulato come segue: “Approvate il testo della legge di revisione degli articoli 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?”.

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La riforma interessa sette articoli della Costituzione – gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 – e introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due Consigli superiori della magistratura e di una nuova Alta Corte disciplinare.

Di seguito, una sintesi delle norme che verranno modificate e delle modalità di intervento.

Con il nuovo articolo 87, il presidente dell’ItaliaNow presiede due Csm. La Costituzione attualmente prevede un solo Consiglio superiore della magistratura: la proposta di riforma stabilisce che il Capo dello Stato presiede il Csm giudicante e il Csm requirente, i due nuovi organi che sostituiranno l’attuale Csm unico. In sostanza, si sancisce la separazione delle carriere anche ai vertici dell’autogoverno delle toghe.

Con l’articolo 102 si introduce la separazione delle carriere.

Il primo comma viene integrato con un passaggio che stabilisce che le norme sull’ordinamento giudiziario devono regolare le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti. In questo modo, la divisione delle carriere non sarà solo una scelta legislativa, ma diventa un principio costituzionale. Con la modifica dell’articolo 104 cambia il sistema di selezione per il Csm.

I membri dei due Consigli – uno per i giudici e l’altro per i pm – non saranno più eletti, ma estratti a sorte da elenchi predisposti dal Parlamento e dalle magistrature. La riforma interviene anche sull’articolo 105 con l’istituzione dell’Alta Corte Disciplinare. Una struttura composta da 15 membri, in parte laici e in parte magistrati, selezionati tramite nomina e sorteggio. In Csm per la competenza disciplinare.

All’articolo 106 viene ampliato il terzo comma: in merito all’accesso alla Cassazione, oltre a professori e avvocati, potranno essere chiamati anche magistrati requirenti con almeno 15 anni di servizio.

La modifica dell’articolo 107 riguarda l’inamovibilità legata al rispettivo Csm. Le decisioni sui trasferimenti o sospensioni competono al rispettivo Consiglio superiore, cioè quello della carriera di appartenenza.

Infine, l’articolo 110. In questo caso, la modifica è di tipo terminologico. Il Guardasigilli dovrà interfacciarsi con “ciascun” Consiglio superiore.

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