Il viceministro Cirielli: “Ho incontrato l’ambasciatore russo mesi fa, la Farnesina era a conoscenza”. Pd chiede le dimissioni.

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Il viceministro Cirielli: “Ho incontrato l'ambasciatore russo mesi fa, la Farnesina era a conoscenza”. Pd chiede le dimissioni.0 Il viceministro Cirielli: “Ho incontrato l'ambasciatore russo mesi fa, la Farnesina era a conoscenza”. Pd chiede le dimissioni. 2

Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli ()

“L’incontro era già noto alla Farnesina e risale a diversi mesi fa. Non si tratta di un’anomalia: è consuetudine che i viceministri si incontrino con ambasciatori regolarmente accreditati di Paesi con cui i rapporti sono complicati, anche per non esporre direttamente il ministro”. Il viceministro degli Affari esteri Edmondo Cirielli conferma a LaPresse l’incontro avvenuto tempo fa con l’ambasciatore russo in Italia, Aleksej Vladimirovič Paramonov, di cui il governo non sarebbe stato a conoscenza. Ricostruzioni che lo stesso Cirielli definisce “prive di ogni fondamento”. Le opposizioni, dal Pd ad Avs, richiedono le dimissioni.

La versione di Cirielli

“È falso che la presidente Giorgia Meloni sia arrabbiata con me, è falso che la Farnesina non fosse a conoscenza – si difende Cirielli – La narrazione di un malcontento da parte di Meloni è completamente infondata. Subito dopo, tra l’altro, sono stato con lei in Etiopia. L’incontro con l’ambasciatore si è svolto il 3 febbraio e non ci sono stati problemi. Hanno partecipato anche due funzionari del ministero degli Esteri, uno della Direzione generale per gli Affari politici, che hanno preso nota formale di quanto veniva discusso. È stata redatta una nota ufficiale dell’incontro, quindi era tutto assolutamente trasparente”. Secondo il viceministro, si è trattato di una prassi diplomatica abituale: “Quando un’ambasciata richiede un incontro a livello governativo, spesso non è il ministro a riceverli ma il viceministro – spiega all’Adnkronos – È consueto che sia io ad ascoltare gli ambasciatori, soprattutto in situazioni di rapporti complessi. Sono diplomatici accreditati e svolgono il loro lavoro”. Nessuna reazione, aggiunge, nemmeno da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Non mi ha nemmeno contattato”. Il viceministro conferma inoltre che non si trattava del primo incontro con il diplomatico russo: “Non è la prima volta che lo incontro, anche in passato mi aveva richiesto un colloquio. È normale che accada: quando chiedono un confronto con il governo, di solito li ricevo io”. Riguardo ai contenuti dell’ultimo incontro, Cirielli minimizza: “In genere gli ambasciatori vengono a esporre le loro posizioni quando ritengono che ci siano state tensioni o eventi che, secondo loro, hanno danneggiato il loro Paese. In questo caso mi pare facesse riferimento ad alcuni episodi legati a o manifestazioni. Nulla di particolare: svolgono il loro lavoro di ambasciatori”.

Le reazioni

“Se un viceministro incontra l’ambasciatore russo (lo stesso che aveva già incontrato esponenti del governo filorusso georgiano) non ci sono giustificazioni. Deve dimettersi. Altrimenti ci troveremmo di fronte al governo più filorusso d’Europa, accanto a Orban. Via Cirielli”, commenta sui social il senatore dem Filippo Sensi. L’incontro, per Pina Picierno, “costituisce un fatto grave che non può essere ignorato o giustificato con spiegazioni evasive. Ogni interazione istituzionale con rappresentanti del Cremlino deve avvenire nella massima trasparenza. Per questo motivo è necessario chiarire immediatamente. Delle due l’una: o la presidente del Consiglio Giorgia Meloni era informata e ha ritenuto opportuno non rendere pubblico un confronto con il rappresentante diplomatico di un paese che sta minando la sicurezza europea, oppure non esercita un controllo sull’operato dei viceministri del suo governo. Entrambe le ipotesi sarebbero estremamente preoccupanti”. E Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, chiede: “A che titolo il viceministro Cirielli ha incontrato l’ambasciatore russo? Giorgia Meloni era a conoscenza dell’incontro? O Cirielli ha agito autonomamente? Siamo di fronte a un governo che non ha più una bussola in politica estera. Un governo che fa dell’opacità e della scarsa trasparenza la propria caratteristica. Un governo che un giorno è succube di , e un giorno va a parlare con . Ci auguriamo che venga fatta chiarezza al più presto su un incontro che getta un’ulteriore ombra sulla credibilità internazionale di Giorgia Meloni e della sua maggioranza”.

Stesse domande si pone anche il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, che chiede “a che titolo il viceministro Cirielli avrebbe incontrato l’ambasciatore russo in Italia? Per quali motivi e con quali obiettivi? Si tratta, se la notizia fosse confermata, di un doppio salto di qualità, diplomatico e politico. Il primo perché l’Italia, a quattro anni dall’invasione russa dell’, riallaccerebbe relazioni formali con il Paese responsabile dell’apertura delle ostilità. Il secondo perché questo non avviene per iniziativa del partito più filo-russo dell’esecutivo – la – ma per iniziativa di un esponente del partito della premier. Cirielli, infatti, è uno degli esponenti più significativi e influenti di Fratelli d’Italia”, spiega Borghi, che aggiunge: “Se è Salvini a voler mettere da parte tutto ciò che è accaduto dal 24 febbraio 2022, e che ancora sta accadendo, per tornare tra le braccia di Putin, è un conto. Se è il partito di Giorgia Meloni, è un altro. E serve un chiarimento politico e istituzionale nelle sedi appropriate. Per questo presenteremo un’interrogazione parlamentare in merito”.

Chiede le dimissioni di Cirielli anche il leader di Azione, Carlo Calenda. E pretende chiarimenti da Meloni, il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova.

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