In Calabria il centrodestra crea nuovi sottosegretari regionali. La spesa prevista: un milione di euro.
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Il presidente della Calabria Roberto Occhiuto
(agf)
In un contesto di instabilità politica globale, dove i costi di gas e carburante mettono a dura prova i bilanci pubblici e privati, la prudenza e un approccio cauto non sembrano trovare sostenitori in Calabria. Così, durante la sua lunga estate da cicala, la Regione riporta in auge i sottosegretari, che, con l’approvazione del nuovo statuto regionale, torneranno a far parte della giunta.
Queste figure, nominate direttamente dal governatore, possiedono deleghe operative ma non hanno diritto di voto in giunta; tuttavia, dispongono di uno staff e di un compenso elevato, pari all’84% di quello degli assessori. In termini monetari, si tratta di circa 14.470 euro lordi al mese. E per quanto riguarda le strutture? I costi oscillano tra i 400mila e i 600mila euro all’anno per ciascuna, per un totale che potrebbe superare il milione di euro. Spese che, secondo il centrosinistra, in una Calabria dove tutto è emergenza, non possono essere sostenute.
Le nuove poltrone e i ruoli creati – hanno affermato i dem e i 5S della lista Tridico presidente – rappresenterebbero solo “un ampliamento mascherato del potere esecutivo”, se non “un modo per generare nuove filiere di fedeltà politica”, utili esclusivamente al centrodestra per consolidarsi e al governatore Occhiuto per rafforzare la sua posizione all’interno della maggioranza, distribuendo deleghe e incarichi che servono solo a soddisfare le esigenze dei vari partiti della coalizione.
Per la maggioranza, invece, si tratterebbe di figure di coordinamento indispensabili, tanto da giustificare staff e strutture. In commissione, il centrodestra ha proseguito senza esitazioni, respingendo in modo compatto anche gli emendamenti che proponevano un taglio lineare delle indennità fino al 50%, l’eliminazione delle spese accessorie di rappresentanza e il divieto di assumere collaboratori esterni.
Ora la questione si sposta in aula, dove da lunedì è previsto il voto sul nuovo statuto, che arriva in assemblea dopo un percorso complesso e alcune gaffe istituzionali. Per la nuova carta regionale, che prevede la possibilità di nominare fino a 9 assessori regionali e di designare due sottosegretari alla Presidenza, è stata necessaria una seconda promulgazione.
La prima, effettuata in modo affrettato il 23 febbraio, non aveva rispettato il termine di trenta giorni di decorrenza dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale. Secondo la maggioranza, si è trattato di un “semplice disguido”, risolto con una seconda promulgazione, che per le opposizioni evidenzia solo la fretta con cui il governatore Occhiuto sente l’urgenza di procedere a un rimpasto con tutte le opzioni (e poltrone) disponibili, soprattutto ora che il referendum ha sconvolto gli equilibri interni ed esterni ai partiti.
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