“La comunicazione di Fabbri e i fatti”

di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara

È un’abitudine consolidata della politica tradizionale quella di simulare una vittoria anche quando la sconfitta è evidente. Ieri, il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha dovuto affrontare una serie di insuccessi e si è affrettato a pubblicare post sui social entusiasti, cercando goffamente di trasformarli in notizie positive.

Il Tar ha accolto le istanze del Comitato di Cittadini di piazza Ariostea riguardo all’inadeguatezza del sito come sede del Summer Festival, in relazione a un Regolamento Comunale che non rispetta le normative regionali sui limiti acustici e temporali, redatto in deroga a ogni norma e che permette anche di derogare alle proprie stesse deroghe.

Adesso, il Comune dovrà cancellare alcuni eventi e quelli rimanenti non potranno protrarsi oltre le 23.30. Tuttavia, Fabbri si compiace per gli otto concerti che potrà ancora realizzare. E si rallegra ulteriormente poiché il Comune ha ottenuto il marchio della Spal per 395mila euro, senza concorrenti, un marchio che la città aveva perso a causa del fallimento della nostra squadra, finita sotto la gestione di quel Tacopina che Fabbri aveva presentato come il salvatore, ignorando a lungo i segnali di allerta.

Ieri (giovedì 9 luglio, ndr) si è verificato anche che l’Ars et Labor, simbolo della Spal, sia stata acquisita da un imprenditore maltese, solo un anno dopo l’assegnazione, ancora una volta entusiastica da parte del Sindaco Fabbri, della squadra a un gruppo argentino, che aveva promesso grandi risultati e non ci ha nemmeno portato in D; gruppo che Fabbri e la sua Giunta avevano preferito rispetto ad altre cinque proposte, inclusa quella con base locale.

Al di là della costosa e ripetitiva propaganda, ciò che rimane sono chiari fallimenti di un’amministrazione superficiale e presuntuosa. Ciò che auspichiamo ora è che l’Amministrazione si affretti a rivedere in modo sostanziale il Regolamento sugli eventi e che, per una volta, riesca a tutelare il marchio della Spal. Restituirlo alla città è stato il minimo dopo una serie di decisioni errate.

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