La proposta di Schlein all’esecutivo: “Utilizzi l’extragettito IVA per ridurre le accise sui carburanti”
Richiamando alla mente il video di Giorgia Meloni al distributore nel 2019, in cui si impegnava ad eliminare le accise, “cosa che non ha realizzato, anzi nell’ultima manovra ha persino aumentato quelle sul diesel”, per Elly Schlein è giunto il momento di agire. Propone quindi al governo la soluzione del Pd: per contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti, “può immediatamente attivare le cosiddette accise mobili, un meccanismo introdotto molti anni fa e mai messo in pratica. E poiché con i costi elevati della benzina non aumentano solo i profitti extra di chi la vende, ma anche il gettito Iva che affluisce nelle casse dello Stato, noi suggeriamo di utilizzare quell’extragettito Iva per restituirlo ai cittadini e ridurre le accise su tutti i carburanti”.
Quando Meloni prometteva di ridurre le accise e l’Iva fingendo di rifornire carburante
La proposta all’esecutivo viene presentata durante l’ultima tappa a Roma del percorso di ascolto “L’Italia che sentiamo” e rilanciata sui profili social della segretaria del Pd, poiché “l’inflazione ha ricominciato a crescere e il prezzo della benzina ha raggiunto circa 2 euro” e “il costo delle operazioni militari di Trump si aggiunge al danno per famiglie e imprese italiane”.
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La leader del partito ha concluso oggi la campagna di ascolto del Paese, mostrando un certo grado di commozione dopo l’intervento di una rappresentante del partito della provincia di Roma, che ha condiviso le storie raccolte durante la campagna di ascolto. “L’ascolto deve essere la missione del partito. L’ascolto è un impegno che intendiamo mantenere. L’alternativa – prosegue – si costruisce con un partito umile ed empatico. Io sono cambiata attraverso questo percorso. Nell’ascolto si comprende quanto sia fondamentale il rispetto delle diversità in un partito plurale”.
L’intervento di oggi rappresenta anche un’opportunità per discutere della guerra in Iran e riaffermare il sostegno e la solidarietà al presidente del governo spagnolo Sánchez “per le minacce inaccettabili ricevute per aver difeso il diritto internazionale, come avrebbe dovuto fare il nostro governo. Siamo d’accordo con Sanchez, no alla guerra”. Aggiunge: “La transizione democratica deve essere nelle mani del popolo iraniano. Khamenei è un dittatore sanguinario che non ci mancherà, ma le iniziative unilaterali sono rischiose. La guerra illegale avviata da Trump e Netanyahu deve essere fermata. No all’utilizzo delle basi in Italia per supportare questi attacchi che violano il diritto internazionale, l’Italia ripudia la guerra – afferma Schlein – È deludente l’atteggiamento imbarazzato del nostro governo, posso comprendere la difficoltà di chi fino a poco tempo fa auspicava il premio Nobel per Trump. Il problema non è solo la subalternità di questo governo ai tycoon, ma anche la loro incapacità di scegliere l’Europa”.
Dall’Iran al referendum sulla giustizia. “Abbiamo affiancato la campagna di ascolto con quella referendaria. Siamo consapevoli della gravità del progetto della destra sulla giustizia, un attacco alla Costituzione che altera l’equilibrio dei poteri.
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