L’approvazione della modifica al Bilancio avviene, ma in aula si discute di Città Identitarie.

Si prevedeva una modifica al Bilancio contenente risorse per abitazioni popolari accessibili, servizi digitali e cultura. Tuttavia, durante il Consiglio comunale, il dibattito più acceso ha riguardato il festival Città Identitarie, che è diventato oggetto di un confronto tra maggioranza e opposizione.

Al centro della discussione è emerso il profilo dell’organizzazione promotrice. CulturaIdentità, associazione fondata da Edoardo Sylos Labini, ha tra i suoi scopi la salvaguardia e la promozione dell’identità italiana, insieme alla valorizzazione del patrimonio culturale e artistico del Paese. Una missione che l’associazione associa alla riscoperta dell’“italianità” e alla protezione delle tradizioni: aspetti che hanno inevitabilmente spostato il dibattito da un piano economico a uno politico-culturale.

A rafforzare questo contesto è anche il Manifesto delle Città Identitarie, che sul sito del progetto è descritto come un documento firmato, tra gli altri, dal fondatore Labini e da Vittorio Sgarbi.

La delibera è stata presentata dall’assessore al Bilancio Matteo Fornasini, il quale ha sottolineato le principali voci del provvedimento: quasi 17mila euro destinati ad Acer per rendere alcuni alloggi popolari accessibili anche a persone con disabilità, 22.400 euro per il progetto “Digitale Facile” e 30mila euro dal Ministero della Cultura, ai quali il Comune aggiunge ulteriori 30mila euro, per il festival Città Identitarie.

Il dibattito si è focalizzato proprio su quest’ultimo aspetto. Fornasini ha criticato il voto contrario dell’opposizione, accusandola di bocciare l’intera variazione a causa della presenza di un festival “non in linea con la propria sensibilità politica”.

L’assessore ha quindi difeso la posizione della giunta: valutare le iniziative culturali non in base all’orientamento, ma per il valore che apportano alla città. Ha citato il caso di Internazionale, festival sostenuto e potenziato dall’amministrazione comunale: “Se avessimo ragionato come voi, avremmo dovuto chiudere altre manifestazioni culturali. Invece Internazionale ha ricevuto maggiori risorse, perché lo consideriamo significativo per Ferrara”.

In quel momento è intervenuto il consigliere Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo): “C’è una distinzione tra fornire contributi a festival organizzati da associazioni, enti o fondazioni esterne e aderire a una fondazione, organizzando poi il festival con 30mila euro di fondi pubblici dei ferraresi”. Per l’opposizione, quindi, il problema non risiederebbe nel supporto alla cultura, ma nel coinvolgimento diretto del Comune in una realtà che, secondo Fiorentini, attraverso i propri canali ufficiali genererebbe contenuti politici “controversi sul piano istituzionale”.

Durante il confronto è intervenuto anche l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, chiarendo che si tratterebbe “soltanto di un abbonamento a un giornale, come fanno normalmente le biblioteche e il Comune”. La variazione è stata infine approvata con 20 voti favorevoli e 8 contrari.

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