Laura Mattarella: “La maternità continua a rappresentare una barriera. Le donne devono ancora affrontare molte sfide”
Laura Mattarella (lapresse)
Per le donne in Italia, “c’è ancora molto da fare”, afferma Laura Mattarella in un’intervista esclusiva per il Tg3 (in onda questa sera alle 19). “Sulla carta abbiamo una parità completa, ma nella realtà dobbiamo ancora percorrere un lungo cammino”.
Un esempio? “La disparità salariale tra uomini e donne”, chiarisce la figlia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Abbiamo poche donne in posizioni di vertice e sono percepite come eccezioni, per questo assistiamo a grandi titoli di giornale o di telegiornale per la prima donna presidente della Corte Costituzionale, la prima presidente di Cassazione, o la prima donna presidente del Consiglio, ed è giusto che sia così, per il traguardo raggiunto, ma continuano a essere considerate come eccezioni. La vera parità sarà raggiunta solo quando si parlerà delle donne ai vertici per il loro curriculum e non come eccezioni – aggiunge – I ruoli devono essere assolutamente riequilibrati. Non può esistere un modello maschile nel lavoro e un modello femminile in ambito domestico. È necessario un lungo lavoro a livello culturale e sociale, così come un impegno costante a livello educativo e formativo da parte di tutti, uomini e donne, affinché la parità sia realmente effettiva. Fino a quando tutte le donne non riusciranno a emergere – sottolinea Laura Mattarella – l’intera società italiana ne risentirà”.
Riservata e con poche parole, interviene in occasione della festa della donna e dell’anniversario degli ottant’anni dal primo voto alle donne al referendum tra Monarchia e Repubblica del 2 giugno 1946. Questo evento ha avuto “un significato molto rilevante, poiché ha segnato la conclusione di un lungo percorso che ha portato finalmente al riconoscimento del ruolo delle donne nella società italiana – afferma la figlia del capo dello Stato – Parliamo di donne che hanno sostenuto il Paese durante le due guerre, non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico: supportando l’agricoltura, le fabbriche, le famiglie e assistendo i malati che tornavano dal fronte. Ritengo quindi che il riconoscimento del voto alle donne – che non a caso ha coinciso con il ritorno alla democrazia – sia stato un momento cruciale per l’evoluzione dell’intera società italiana”.
Da anni ormai svolge il ruolo di accompagnatrice del padre, rimasto vedovo di sua moglie, Marisa Chiazzese. “Da oltre dieci anni la mia vita è cambiata per scelta, ho deciso di non lavorare e di seguire mio padre, ho preso una decisione molto chiara quando mio padre è stato eletto, quindi attualmente non esercito la mia professione, ma ho lavorato per tutta la vita e conosco bene le difficoltà che una donna, in particolare con bambini piccoli, deve affrontare quotidianamente quando cerca di lavorare”, osserva Laura Mattarella. In Italia la maternità “temo” sia ancora un ostacolo nel mondo del lavoro per le donne. “Io l’ho vista in questi termini”, aggiunge.
In mattinata la premier Giorgia Meloni ha condiviso un suo intervento sull’8 marzo che “invita tutti a una responsabilità che non si limita a un solo giorno, ma si estende a ogni giorno: continuare a costruire un’Italia in cui nessuna donna debba scegliere tra libertà, lavoro, famiglia e realizzazione personale. Il talento, la determinazione e il contributo delle donne rappresentano una forza decisiva per la crescita della nazione. In questi anni abbiamo lavorato anche in questa direzione. Alcuni risultati iniziano a manifestarsi. Tra questi, il livello più alto di occupazione femminile mai raggiunto in Italia, un traguardo di cui sono particolarmente orgogliosa – scrive sui social la presidente del Consiglio – La strada da percorrere è ancora lunga, ma l’obiettivo è chiaro: rimuovere ostacoli, garantire pari opportunità, permettere a ogni donna di esprimere pienamente il proprio valore. È questo, forse, il significato più autentico dell’8 marzo”, conclude la premier.
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