Le reazioni all’arresto dell’agente di polizia Carmelo Cinturrino, Salvini: “Chi commette errori in uniforme deve affrontare conseguenze maggiori”
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante la trasmissione televisiva Otto e Mezzo in onda su La7, Roma, 5 febbraio 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
In merito al caso di Carmelo Cinturrino, il poliziotto arrestato per omicidio volontario del pusher ucciso a Rogoredo, giungono le prime reazioni dal panorama politico. Tra i primi a esprimersi, il ministro dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini: “Rifletto sulle centinaia di migliaia di giovani in uniforme che oggi si trovano in strada in tutta Italia, nelle stazioni, a mettere a rischio la propria vita per salvare quelle degli altri. Pertanto, se venisse confermato il suo comportamento illecito, sarebbe un affronto per i suoi colleghi in uniforme. Detto ciò, chi commette errori deve affrontare le conseguenze, e se qualcuno sbaglia mentre indossa la divisa, le conseguenze saranno ancor più severe”.
Il vicepremier continua: “Io, come tutti gli italiani, anzi come quasi tutti gli italiani, nutro rispetto, stima e fiducia nei confronti delle forze dell’ordine. Se qualcuno invece sfrutta la divisa per trarne vantaggio o per risolvere questioni personali, non merita di indossarla”.
Il deputato del Pd Marco Furfaro interviene su X e scrive: “Era il 29 gennaio, tre giorni dopo i fatti di Rogoredo. E a Dritto e rovescio, il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, si scagliava contro i magistrati per aver avuto il coraggio di indagare il poliziotto coinvolto nell’omicidio e i suoi colleghi. ‘Questo si gira, gli punta una pistola, il poliziotto gli spara, ahimè lo uccide, e la magistratura lo indaga per omicidio volontario’. Poi, gran finale: ‘Io da avvocato dico che questo non è giusto e affermo anche che se si desidera modificare questa giustizia bisogna votare sì al referendum’. Solo che poi quella giustizia lì, quella cattiva, quella ingiusta, quella da cambiare col referendum, ha svolto il suo compito. E ha rivelato alcune verità”.
“Ad esempio, che la pistola non presentava le impronte della vittima e sarebbe stata collocata lì – prosegue -. Ad esempio, che la vittima era al telefono, senza puntare un’arma. Ad esempio, che l’agente pare ricevesse il pizzo dai pusher. Insomma, piccole cose. Cosa dice oggi il capogruppo di Fratelli d’Italia? Tutto ciò lo sappiamo perché un pm ha aperto quel fascicolo che Bignami voleva fermare. Votate sì, diceva, ‘e cambiate questa giustizia’. Che tradotto significa: votate sì e un caso come Rogoredo non verrà mai più scoperto. Grazie, Bignami. Come pubblicità per il no non avremmo potuto fare di meglio”.
Era il 29 gennaio, tre giorni dopo i fatti di #Rogoredo.
E a Dritto e Rovescio, il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, si scagliava contro i magistrati per aver osato indagare il poliziotto responsabile dell’omicidio e i suoi colleghi.
“Questo si gira, gli punta… pic.twitter.com/wyEMszgGyF
— Marco Furfaro (@marcofurfaro) February 23, 2026
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