Malattia e Assenze dal Lavoro: l’INPS Prepara Più Controlli Dopo il Boom dei Certificati
I certificati di malattia sono in crescita, mentre i controlli sono in diminuzione e i dati iniziano a non corrispondere. In questo contesto si trovano le aziende, l’INPS e, soprattutto, i lavoratori realmente malati, sempre più frequentemente messi sullo stesso piano di coloro che sfruttano il sistema.
È da questa disparità che scaturisce l’intento dell’INPS di intensificare i controlli sulle assenze per malattia, proprio mentre la televisita si appresta a diventare una procedura standard.
Certificati di malattia in aumento e controlli in calo
I dati evidenziano una tendenza chiara: i certificati di malattia aumentano del 5%, mentre le visite fiscali scendono del 3%. Un andamento che, se considerato superficialmente, potrebbe apparire contenuto, ma in realtà cela differenze significative tra il settore pubblico e quello privato.
Nel comparto pubblico, tradizionalmente meno monitorato, le verifiche sono aumentate. Al contrario, nel privato, i controlli sono diminuiti dell’11,4% in un solo anno, con picchi del 16,1% nel Centro Italia e del 14,4% nel Nord. Ancora più marcato il calo delle visite fiscali avviate d’ufficio: -18,3%, nonostante le richieste di accertamento da parte delle aziende siano aumentate del 4,4%.
Le imprese chiedono più verifiche e l’INPS riconosce il problema
Questa disuguaglianza ha accresciuto il malcontento delle aziende, che versano i contributi all’INPS per conto dei dipendenti e richiedono maggiore protezione contro l’assenteismo non verificato.
Una riduzione della produttività a causa di assenze ingiustificate comporta infatti un costo diretto: non solo economico, ma anche organizzativo.
All’INPS la questione è nota. L’Istituto riconosce le difficoltà e accetta che la diminuzione dei controlli rischia di alimentare ulteriormente il problema. La preoccupazione è condivisa: un aumento dell’assenteismo danneggia sia il settore produttivo sia il sistema previdenziale nel suo insieme.
Perché finora i controlli non sono aumentati
La causa principale del calo delle visite fiscali non è normativa, ma pratica: c’è carenza di personale. L’INPS ha sempre più difficoltà a trovare medici liberi professionisti disponibili a effettuare le visite di controllo, soprattutto in alcune zone del Paese.
Questa mancanza ha progressivamente ridotto la capacità dell’Istituto di garantire verifiche dettagliate e tempestive. Anche quando le aziende richiedono accertamenti, non sempre è possibile soddisfare la domanda, creando una distanza crescente tra certificati emessi e controlli effettuati.
Il ruolo della televisita per certificare la malattia
A complicare ulteriormente la situazione interviene la televisita. Con il Decreto semplificazioni entra in vigore l’equiparazione giuridica tra il certificato medico rilasciato in presenza e quello emesso a distanza. Un cambiamento che, secondo molti analisti, potrebbe ampliare le maglie del rilascio dei certificati.
L’effetto non sarà immediato, poiché saranno necessari decreti attuativi e accordi in Conferenza Stato-Regioni. Tuttavia, la direzione è tracciata, e se applicata senza correttivi, potrebbe agevolare l’emissione dei certificati senza un rafforzamento contemporaneo dei controlli.
Perché l’INPS vuole aumentare le visite fiscali
È proprio questo scenario che spinge l’INPS a prendere provvedimenti. L’aumento dei certificati, unito alla possibilità della televisita, rischia di accentuare l’ineguaglianza già presente. Senza controlli adeguati, il sistema potrebbe diventare più vulnerabile agli abusi, con ripercussioni su aziende, conti pubblici e lavoratori onesti.
Da qui scaturisce l’idea di rafforzare il monitoraggio dei controlli.
Per superare il principale ostacolo, l’INPS sta esaminando una modifica normativa che permetta di ampliare il numero di medici incaricati delle visite fiscali. Tra le proposte in esame c’è l’estensione dell’incarico anche ai medici specializzandi, al fine di aumentare il numero di controlli disponibili sul territorio.
Parallelamente, si sta valutando una revisione delle modalità di intervento. Considerando che la riduzione delle prognosi è spesso limitata, le visite fiscali potrebbero focalizzarsi maggiormente sulla verifica della reperibilità, un controllo semplice ma essenziale per il corretto funzionamento del sistema.
Cosa cambierebbe con più controlli
Un potenziamento delle visite fiscali avrebbe un duplice effetto.
- Da un lato, disincentiverebbe gli abusi, rendendo meno vantaggioso l’uso disinvolto del certificato di malattia.
- Dall’altro, proteggerebbe i lavoratori realmente malati, riducendo l’assimilazione generalizzata ai cosiddetti “furbetti”.