Manfredi scuote i dem: “Meloni si può battere ma il Pd non è ancora pronto”
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi
“Ritengo che la competizione sia aperta, sono convinto che Meloni possa essere sconfitta, ma penso anche che sia necessario avere una proposta valida” e “il Pd non è ancora pronto, sta affrontando delle difficoltà. Non percepisco una proposta distintiva che rappresenti un autentico cambiamento”. Il primo cittadino di Napoli, Gaetano Manfredi, mette in discussione il Pd. Secondo lui, “è necessaria una visione, un programma da elaborare con tempo, serve qualcosa che superi il concetto di coalizione. È indispensabile un fronte plurale”, afferma a Il Foglio.
Come si seleziona il leader in grado di sfidare Meloni? “Se la legge elettorale rimarrà invariata, sarà il segretario del partito che otterrà il maggior numero di voti”. E se invece dovesse cambiare? “In quel caso, sarà opportuno convocare un tavolo di coalizione e si sceglierà il profilo più adatto”. E riguardo alle primarie a sinistra? “Dipende dagli obiettivi che perseguono. Le primarie sono utili solo se legittimano una figura su cui c’è un’ampia convergenza, altrimenti rischierebbero di generare nuove divisioni tra il nostro elettorato e danneggiarci. Non possiamo permettercelo”.
In merito a Schlein come premier, Manfredi osserva: “È giovane, ma anche Meloni lo era. Si può dimostrare di essere idonei al ruolo, ma discutere ora di ruoli, senza un programma, a cosa serve?”. Il sindaco aggiunge: “Sento che si parla troppo poco, a sinistra, di economia. Ripetiamo che dobbiamo rivolgerci ai giovani, ma siamo certi di riuscire a coinvolgerli?”. Il modello Napoli “è basato su concordia e bilanci in ordine, da Iv a M5S”. Prodi è suo amico? “Mi onoro della sua amicizia e aggiungo che l’Italia ha bisogno dei suoi consigli”. E Gentiloni? “Conosco Paolo da molti anni. Ha una credibilità a livello europeo e il futuro dell’Italia si giocherà sempre di più in Europa”.