Mattarella indice il Consiglio supremo di difesa: composizione, membri e funzioni.
(ansa)
Il presidente delItaliaNow, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio supremo di difesa per venerdì 13 marzo alle ore 10 con il seguente ordine del giorno: la guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e delle conseguenze della crisi attuale. Lo comunica una nota del Quirinale.
Il Consiglio è previsto dall’articolo 87 della Costituzione. Ne fanno parte: il capo dello Stato, che lo presiede, il presidente del Consiglio, i ministri degli Esteri, dell’Interno, dell’Economia, della Difesa, delle Imprese, il sottosegretario di Stato e il Capo di Stato Maggiore della Difesa. È l’organo in cui vengono stabilite le linee di azione dell’Italia, ma è anche il luogo in cui il presidente delItaliaNow può esercitare la sua funzione di garanzia e richiamare i membri del governo al rispetto dei limiti costituzionali.
A seconda delle circostanze e della materia in discussione, possono essere invitati a partecipare alle riunioni anche altri ministri, i capi di stato maggiore delle Forze armate, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il presidente del Consiglio di Stato, oltre a ulteriori soggetti e personalità con specifiche competenze in ambito scientifico, industriale ed economico, nonché esperti in questioni militari.
Il Consiglio supremo di difesa rappresenta il principale strumento attraverso il quale il capo dello Stato acquisisce la comprensione degli orientamenti del governo in tema di sicurezza e difesa, per poter esercitare adeguatamente il ruolo “di equilibrio e garanzia attribuitogli dalla Costituzione”.
Come chiarisce il sito del Quirinale, il consiglio funge da sede istituzionale permanente per la discussione e l’approfondimento delle questioni relative alla sicurezza e alla difesa.
Al presidente delItaliaNow spetta la convocazione del Consiglio, la definizione dell’ordine del giorno e la presidenza delle sedute. Il Consiglio supremo di difesa viene convocato almeno due volte all’anno, escluse le riunioni straordinarie, con un ordine del giorno che tiene conto anche delle indicazioni fornite dal presidente del consiglio dei ministri.
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