Metal detector a scuola. Avs: “Gli istituti non diventino luoghi militarizzati”

Quanto accaduto nei giorni scorsi al Liceo Ariosto dovrebbe indurre tutte le persone, a partire dal sindaco, ad una riflessione profonda, che prenda avvio dalle parole che il dirigente scolastico Domenico Marcello Urbinati ha rivolto a studentesse e studenti, impegnandosi a mantenere la scuola “uno spazio di confronto libero, aperto, pieno di vita dove le regole servono a proteggere questa libertà, non a soffocarla”.
Come Possibile e Avs Ferrara siamo vicini al ragazzo di 15 anni aggredito e alla sua famiglia.
Una maggiore sicurezza non si garantisce con maggiori controlli e inserendo metal detector nelle scuole, trasformando la scuola in un luogo militarizzato. Una maggiore sicurezza si crea lavorando sull’educazione affettiva, potenziando i luoghi d’incontro, di condivisione, già partendo dal servizio psicologico nelle scuole da potenziare, depotenziando l’idea che la vita sia una gara di corsa e che chi rimane indietro sia uno sconfitto. La sicurezza si ottiene migliorando le strutture di supporto e ascolto, aumentando le risorse per il supporto al disagio mentale, creando i presupposti per una società in cui le persone, i nostri giovani, si sentano meno soli.
Certo, rimane grave che una persona possa essere entrata nel liceo: una soluzione alternativa ai metal detector (oltretutto ingestibili) potrebbe essere assumere personale Ata, che risulta inspiegabilmente sottodimensionato da tempo e che potrebbe aiutare insegnanti e dirigenti scolastici nella gestione scolastica.
Per quanto riguarda l’aggressore, ora in stato di fermo in una struttura sanitaria, ci auguriamo che riceva le cure necessarie per il suo recupero. Di fronte al disagio di un ragazzo così giovane, la risposta delle istituzioni non può essere la mera punizione, ma la cura, la prevenzione e l’ascolto delle sofferenze così profonde
Alleanza Verdi Sinistra e Possibile – Ferrara
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