Migranti, in arrivo un nuovo progetto di legge in Consiglio dei Ministri: previste misure per il blocco navale e limitazioni sui ricongiungimenti familiari.

Migranti, in arrivo un nuovo progetto di legge in Consiglio dei Ministri: previste misure per il blocco navale e limitazioni sui ricongiungimenti familiari. 1

Blocco navale, insieme a regole ulteriormente restrittive per i ricongiungimenti familiari. L’esecutivo si sta preparando a un inasprimento della normativa sull’immigrazione con un nuovo disegno di legge, già preannunciato nei giorni scorsi, che potrebbe essere discusso nel Consiglio dei ministri di oggi. Il documento dovrebbe includere le disposizioni necessarie per recepire in Italia il nuovo Patto europeo su asilo e immigrazione, oltre a alcune norme in materia di immigrazione estratte dal pacchetto sicurezza approvato la settimana scorsa.

“La prossima settimana arriverà un provvedimento completamente dedicato al tema dell’immigrazione, nel quale saranno incluse norme molto significative per contrastare in particolare l’immigrazione irregolare”, aveva dichiarato Giorgia Meloni ai microfoni di Dritto e rovescio giovedì scorso.

Il blocco navale

Non ci sono ancora certezze sulle misure incluse nel nuovo pacchetto, ma il ministro dell’Interno Matteo Piantandosi aveva fornito alcune anticipazioni parlando di “blocco navale”. Questa misura consentirebbe di vietare l’attraversamento del confine delle acque territoriali nei casi di “minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza , intesa come rischio concreto di atti terroristici o di infiltrazione di terroristi”.

Inoltre, potrebbe essere attivata anche in presenza di una “pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini”. Il blocco, che non dovrebbe superare i 30 giorni, potrebbe essere esteso fino a un massimo di sei mesi.

Le altre misure

Il testo potrebbe includere anche l’inasprimento delle regole sui ricongiungimenti familiari, così come la ristrutturazione del sistema di accoglienza. Nel disegno di legge su cui il governo aveva lavorato a dicembre, una legge delega di otto articoli mirata a implementare il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, venivano definiti, infatti, i casi di riduzione o revoca dei benefici, le possibili limitazioni alla libertà di circolazione, misure di trattenimento e tutele per minori e persone vulnerabili, oltre a percorsi di integrazione e formazione.

Il provvedimento regolava anche il riconoscimento della protezione internazionale, ridefinendo status, cause di esclusione e revoca, permessi di soggiorno, documenti di viaggio e misure di integrazione, e riformava le procedure di esame delle domande di asilo, rendendole più collegate alle decisioni di rimpatrio. Nello specifico, si fa riferimento al ritorno del “sistema Albania”, che permetterebbe di “trasferire persone in luoghi diversi per effettuare le procedure d’asilo” nei casi in cui esistono “accordi con Paesi terzi sicuri”.

Non è ancora chiaro se sarà presente la cosiddetta norma “salva Almasri”, già inclusa nelle bozze del ddl sicurezza, che prevedeva “la consegna allo Stato di appartenenza di persona considerata pericolosa per la sicurezza nazionale o per la compromissione delle relazioni internazionali”.

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