Minori e responsabilità penale. Fiorentini replica “all’ipocrisia della destra”
“L’assessora comunale e coordinatrice di Fratelli D’Italia, Chiara Scaramagli, ha recentemente rilasciato dichiarazioni alla stampa locale riguardo al DdL noto, secondo la destra, come ‘anti maranza’, affermando che questo ‘non criminalizza i giovani’”.
Leonardo Fiorentini, consigliere comunale della Civica Anselmo, risponde alle affermazioni dell’assessora e coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia, Chiara Scaramagli.
Per il politico, si tratta della “prima grande ipocrisia”. “Il Disegno di legge rivendicato in un video da Meloni introduce, infatti, una presunzione di responsabilità penale per i minorenni tra i 14 e i 18 anni, sovvertendo un principio che era stato stabilito persino dal legislatore fascista. Questo rappresenta un arretramento culturale e giuridico senza precedenti, un ulteriore passo – dopo i decreti Caivano e Sicurezza – volto a demolire quella riforma del processo penale minorile che era considerata un modello da molti”.
Una seconda “ipocrisia” il consigliere la riconosce nel discorso dell’assessora, quando menziona “strumenti più efficaci”. “Tuttavia – scrive – nel 2024, su 11.846 procedimenti conclusi davanti ai Tribunali per i minorenni, i proscioglimenti per immaturità sono stati soltanto 64. Questo implica che il sistema già oggi considera imputabili quasi tutti i ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Si tratta quindi di una norma ‘Manifesto’, che non apporterà sostanziali cambiamenti sul piano pratico: serve unicamente a costruire la narrazione di una giustizia eccessivamente indulgente, utile alla propaganda ma che, di fatto, non esiste”.
Una “terza ipocrisia” sarebbe invece “sostenere che chi critica questa riforma non desideri proteggere le vittime, pensando che rapine, aggressioni o violenze possano essere ‘giustificate dal disagio’”. Questa sarebbe “una caricatura strumentale che distorce la realtà”. Infatti, per Fiorentini, “comprendere le cause di un fenomeno non implica assolvere chi commette un reato; significa cercare di prevenire la sua ripetizione”.
“Chi si preoccupa davvero della sicurezza – conclude il consigliere – dovrebbe interrogarsi su quali politiche siano in grado di ridurre i reati, piuttosto che su quali generino i titoli di giornale più impattanti. La ricerca internazionale è chiara: la semplice repressione non diminuisce la recidiva, mentre gli interventi personalizzati, educativi e comunitari sono quelli che risultano più efficaci. La giustizia minorile italiana è stata per decenni considerata un modello proprio perché poneva al centro la persona e non solo l’atto commesso. Smantellare quel patrimonio non renderà Ferrara, né l’Italia, più sicure. Renderà soltanto più semplice fare propaganda a spese dei giovani”.
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