“La morte di un ragazzo di appena 25 anni all’interno del carcere dell’Arginone è una notizia drammatica. Il primo pensiero va alla sua famiglia e alle persone a lui vicine, alle quali esprimiamo il nostro cordoglio”.
Così Simona Larghetti, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra – Coalizioni Civiche – Possibile, e Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa, intervengono sulla morte del giovane detenuto trovato senza vita nella sua cella nel carcere di Ferrara.
Larghetti e Calvano avevano visitato il carcere dell’Arginone nella giornata di giovedì 27 agosto, incontrando il comandante e gli agenti della struttura e verificando direttamente alcune delle criticità che interessano l’istituto penitenziario ferrarese.
“È necessario che venga fatta piena luce sulle circostanze che hanno portato alla morte di questo giovane e che siano chiariti tutti gli elementi dell’accaduto – dichiara Simona Larghetti -. La Procura ha aperto un’inchiesta e sarà l’autopsia, insieme alle indagini, a stabilire le cause del decesso: fino ad allora è doveroso evitare conclusioni affrettate. Ogni morte avvenuta in carcere impone alle istituzioni di interrogarsi e di verificare fino in fondo cosa sia successo”.
“Questa tragedia, però, avviene dentro un sistema penitenziario attraversato da criticità profonde – afferma Paolo Calvano -. Anche il Garante regionale delle persone private della libertà ha richiamato ancora una volta l’attenzione sulla necessità di garantire personale, educatori, psicologi e servizi adeguati. Non possiamo considerare normale che le nostre carceri continuino a essere luoghi nei quali condizioni materiali al limite del sopportabile, carenze di personale e fragilità individuali finiscano per sommarsi e troppo spesso per generare nuove tragedie”.
“La visita di pochi giorni fa all’Arginone ci ha confermato quanto sia necessario continuare a intervenire sulle condizioni complessive nelle quali vivono le persone detenute e lavorano gli operatori penitenziari. Su quanto accaduto è necessario avere al più presto un quadro completo e trasparente, così come è indispensabile che tutte le istituzioni facciano la propria parte per garantire dignità, sicurezza e tutela dei diritti all’interno delle nostre carceri”, concludono Larghetti e Calvano.