Nasce a Ferrara il gruppo locale di Docenti per Gaza: incontro con gli insegnanti martedì 27

Nasce a Ferrara il gruppo locale di Docenti per Gaza: incontro con gli insegnanti martedì 27 1
Si è costituito anche a Ferrara un gruppo locale di Docenti per Gaza. Docenti per Gaza è una rete di insegnanti di ogni ordine e grado della scuola italiana, nata nel contesto delle mobilitazioni in solidarietà con il e, nella città estense, organizza un incontro rivolto agli insegnanti del territorio martedì 27 ottobre, alle ore 16, presso la sede dell’Unione sindacale di base, in via Lucchesi 4.

“Come insegnanti, riteniamo essenziale assumere una posizione chiara e pedagogicamente fondata contro il genocidio in corso e contro l’oppressione coloniale israeliana – affermano i componenti -. Usiamo il termine genocidio nell’accezione della Convenzione per la prevenzione e repressione del Crimine di Genocidio del 9 dicembre 1948, che vincola lo stesso Stato italiano, come firmatario, a fare tutto il possibile per impedirlo e prevenirlo: ‘atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo , etnico, razziale o religioso, come tale’”.

“Crediamo che il nostro compito educativo consista nel difendere il sapere da ogni forma di manipolazione o censura; coltivare lo spirito critico delle nuove generazioni; contrastare razzismi e suprematismi che alimentano guerre e disumanizzazione; decolonizzare il sapere scolastico – aggiungono -. Come lavoratrici e lavoratori della scuola denunciamo le politiche autoritarie espletate tramite censure, provvedimenti disciplinari e pressioni che si sono abbattuti su docenti, a causa della loro esposizione sul tema della . Non possiamo accettare che genocidio e pulizia etnica vengano considerati argomenti divisivi e antisemiti, ne che gli Uffici Scolastici invitino a evitarli negli organi collegiali. Rifiutiamo inoltre l’imposizione di contraddittori rispetto alle testimonianze della brutale oppressione coloniale che da più di settant’anni si abbatte sul popolo palestinese, di cui sosteniamo il diritto ad esistere e la resistenza”.

“Sappiamo bene che ogni genocidio si accompagna a un processo di disumanizzazione e cancellazione culturale. Nel caso della Palestina, sin dalla Nakba e nella guerra genocidiaria in atto la strategia coloniale ha incluso: la distruzione delle istituzioni educative; l’impedimento alla trasmissione del sapere; il tentativo di far scomparire lingua, memoria e identità palestinese – concludono -. Per questo, riteniamo fondamentale far conoscere i fondamenti dell’identità palestinese e le pratiche di resistenza culturali messe in atto dal popolo palestinese”.

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