di Marzia Marchi
Di recente, un consigliere dell’opposizione (Leonardo Fiorentini, ndr) è stato deriso e persino accusato di praticare terrorismo climatico per aver sollevato la questione dell’approvvigionamento idrico durante una commissione consiliare.
Ci troviamo in un contesto surreale in questa estate opprimente, caratterizzata da temperature che sfiorano i 40 gradi e da temporali che spaventano la popolazione. L’intera Europa è alle prese con incendi causati dalla siccità e dal caldo e con le devastanti conseguenze di alluvioni ad ogni pioggia, mentre chi cerca di trovare soluzioni viene etichettato come terrorista! Un termine che, infatti, è frequentemente utilizzato dai rappresentanti della Destra.
Rimanendo nel nostro territorio, abbiamo assistito a due eventi alluvionali nel mese di luglio, il 15 e il 21, e successivamente le temperature sono rimaste, anche in agosto, su livelli da allerta rossa. Il Po è in difficoltà, il cuneo salino, cioè l’acqua di mare che risale lungo il fiume, ha penetrato per 25 chilometri. Gli agricoltori, tramite le loro associazioni, chiedono urgentemente deroghe sui prelievi idrici per irrigare i campi prima che le coltivazioni si secchino e richiedono un piano per la creazione di invasi multifunzionali e bacini di accumulo per trattenere l’acqua piovana nei mesi invernali e riutilizzarla durante le emergenze estive, oltre a barriere fisse per contrastare la risalita distruttiva del cuneo salino nelle falde del Delta del Po.
Nel frattempo, un litro su quattro di acqua potabile, immesso negli acquedotti, viene disperso prima di raggiungere i contatori degli utenti. La multiutility Hera, che gestisce il servizio idrico integrato, si vanta di avere un tasso di perdita intorno al 25/26%, “nettamente inferiore rispetto alla media nazionale italiana, che si attesta intorno al 41,4%”, ma questo dato, più che consolarci, ci fa piangere ulteriormente: si spreca acqua trattata e resa potabile a causa delle perdite nelle tubazioni obsolete che “qualcuno” evidentemente non considera prioritario riparare nemmeno di fronte a questa situazione! Ci si compiace dei dati che indicherebbero la performance della rete tra le migliori d’Italia, poiché “il tasso di guasti sulle tubature ferraresi è di circa 0,4 rotture per chilometro ogni anno, un valore più virtuoso rispetto alla media generale del Gruppo Hera (0,45 rotture/km)”. In altre parole, perdiamo meno acqua rispetto agli altri, come se a casa nostra avessimo un tubo rotto che perde continuamente, ma.. meno di quello del nostro vicino!
Nel frattempo, si moltiplicano gli effetti ambientali e sociali di queste “ondate di caldo” che ormai rappresentano un’alta marea costante. Di fronte alla mia proposta di deasfaltare piazze e strade per creare superfici in grado di drenare acqua e umidità, si scatenano gli esperti da bar con derisioni arroganti e disperate. Sì, chi cerca di vivere come si è sempre vissuto – perché l’estate è calda – o va al mare, illudendosi che l’acqua del mare a 30° sia solo un fastidio temporaneo e non l’origine di un disastro ambientale, è davvero un disperato! Un disperato illuso!
Il mondo che ci circonda è scosso da frane, terremoti, eruzioni, alluvioni e incendi, mentre gli esseri umani si fanno guerra! Il settore militare globale e i conflitti armati contribuiscono a circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra; se tutte le forze armate mondiali fossero considerate come una nazione, rappresenterebbero la quarta impronta di carbonio a livello mondiale.
È necessario ripensare il nostro rapporto tra gli Stati e con il pianeta, iniziando dalla gestione di ciascun territorio.
In due anni di mandato, ho osservato la maggioranza approvare sistematicamente deroghe al regolamento edilizio per aumentare il consumo di suolo, progetti PNRR che ampliano le cubature e comportano l’abbattimento di alberi imponenti, l’approvazione di impianti di pseudo produzione di energie alternative come il biometano, l’aumento delle superfici asfaltate dove non sono necessarie e progetti di riparazione climatica come le piantumazioni che sembrano più orientate all’arredo urbano che al reale bisogno di riforestazione, anche della città, per non parlare dello stile di vita improntato esclusivamente al consumo, se non al consumismo.
Per quanto riguarda la questione delle guerre, nonostante gli elogi al Papa che si impegna a parlare di disarmo, nessun esponente della maggioranza si è mai mostrato decisamente contrario alla guerra, considerata al massimo un male necessario!
Una vera discussione su se possiamo continuare a vivere in questo modo, con la consultazione quotidiana delle allerte meteo e lo stanziamento di fondi per un’emergenza che non è più tale, non è mai avvenuta e ora che si propone di iniziare almeno da uno dei temi, il più urgente, quello dell’acqua, la cui scarsità minaccia la nostra stessa sopravvivenza, si viene accusati di terrorismo climatico. Ebbene sappiate che di “terroristi climatici” ce ne sono molti in giro. Il consenso scientifico sul cambiamento climatico è pressoché unanime: tra il 97% e il 100% degli esperti attivi nel settore concorda sul fatto che il riscaldamento globale in corso sia reale, rapido e causato principalmente dalle attività umane, in particolare dall’emissione di gas serra. Fonte IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)
*Capogruppo M5S Ferrara