Palazzo Prosperi Sacrati, il Difensore civico accoglie il ricorso sul silenzio del Comune

Nuovo sviluppo nella vicenda della concessione di Palazzo Prosperi Sacrati alla Fondazione Slam Jam Luca Benini. Il Difensore civico della Regione Emilia-Romagna ha accolto il ricorso presentato dal cittadino Roberto Zambelli contro il silenzio del Comune di in merito all’istanza di accesso civico generalizzato sugli atti della procedura.

La comunicazione dell’organismo regionale è pervenuta nella mattinata di martedì 6 ottobre, riferendosi al fascicolo 940/2026 e alla pratica 13631/2026. Secondo quanto riportato da Zambelli, il Difensore civico ha rilevato che la motivazione che aveva indotto il Comune a differire l’accesso si è venuta a meno con l’aggiudicazione definitiva della concessione, avvenuta il 30 luglio. Di conseguenza, l’Amministrazione è stata invitata a trasmettere la documentazione richiesta e a concludere il procedimento con un provvedimento espresso e motivato.

Nello specifico, il coinvolgimento di eventuali controinteressati, come indicato nel provvedimento, non esonera l’amministrazione dall’obbligo di chiudere la procedura con una decisione formale.

La richiesta di Zambelli era stata presentata il 13 luglio, a seguito dell’annuncio del Comune del 1° luglio sull’affidamento di Palazzo Prosperi Sacrati alla Fondazione Slam Jam. In quella sede, l’Amministrazione aveva precisato che gli uffici avrebbero dovuto completare le verifiche previste dalla legge prima della sottoscrizione dell’atto di concessione. Il 21 luglio, il Comune aveva comunicato che l’aggiudicazione non era ancora intervenuta e che i controlli erano in corso. La determina di aggiudicazione definitiva è stata poi emanata il 30 luglio.

Proprio sulla trasparenza della procedura si è sviluppato, nei mesi scorsi, il confronto politico e pubblico. Il 4 agosto, le consigliere comunali Sara Conforti (Pd) e Anna Zonari (La Comune di Ferrara) avevano presentato una richiesta di accesso all’intero fascicolo relativo alla concessione, chiedendo tra l’altro i documenti della Fondazione, i verbali della commissione, i punteggi attribuiti, la documentazione sulle verifiche dei requisiti, i eventualmente acquisiti e la corrispondenza tra Comune e Fondazione.

La richiesta delle due consigliere era stata riportata da Estense.com nell’articolo “Palazzo Prosperi Sacrati, Conforti e Zonari chiedono tutti gli atti sulla concessione a Slam Jam”, al quale il comunicato di Zambelli fa esplicito riferimento.

Parallelamente, sul merito della concessione si sono scontrate posizioni diverse. L’architetto e curatore Alberto Squarcia aveva contestato la scelta di destinare il palazzo alla Fondazione Slam Jam, richiamando l’attenzione sui circa 7 milioni di euro di risorse pubbliche investiti per il restauro e sostenendo che l’edificio dovesse rimanere all’interno del sistema culturale pubblico cittadino.

Dalla maggioranza è arrivata la replica del consigliere Luca Caprini, che ha difeso la procedura e contestato le critiche rivolte da Conforti, Zonari e Squarcia. Il confronto è proseguito con un intervento di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara, che hanno sollevato interrogativi sui tempi del bando, sull’assenza di un percorso partecipativo e sui requisiti richiesti alla Fondazione.

La procedura si è conclusa con l’aggiudicazione definitiva del 30 luglio alla Fondazione Slam Jam Luca Benini, unica partecipante alla gara, per una concessione gratuita della durata di sei anni. Il progetto presentato prevede di trasformare Palazzo Prosperi Sacrati in un centro dedicato alla cultura contemporanea, con mostre, installazioni, attività di ricerca e formazione e iniziative pubbliche.

Il nuovo pronunciamento del Difensore civico riporta dunque al centro il tema dell’accesso agli atti. La decisione riguarda direttamente la richiesta presentata da Zambelli, ma arriva mentre resta aperta anche quella delle consigliere Conforti e Zonari, che hanno chiesto di poter verificare l’intero percorso amministrativo che ha portato all’aggiudicazione.

La vicenda si intreccia inoltre con un ulteriore interrogativo sollevato nei giorni scorsi da Zambelli: quello relativo alla sottoscrizione del contratto di concessione. Secondo la ricostruzione pubblicata su ViviFerrara, a oggi non sarebbe stata resa pubblica una comunicazione sulla firma del contratto.

Il Comune, dal canto suo, aveva annunciato già a luglio che, dopo l’individuazione della Fondazione, gli uffici avrebbero proceduto ai controlli previsti dalla legge prima della sottoscrizione dell’atto di concessione.

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