A dichiararlo sono Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e Simona Larghetti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno effettuato un’ispezione presso la casa circondariale di Ferrara.
“Il sovraffollamento – spiegano Calvano e Larghetti – influisce inevitabilmente sulla qualità degli spazi e complica ulteriormente il lavoro della direzione del carcere e degli agenti di Polizia penitenziaria. Anche il personale, infatti, è numericamente molto al di sotto di quanto sarebbe necessario per garantire il corretto funzionamento della struttura e gestire una situazione così complessa”.
Alle problematiche strutturali e di organico si aggiunge in queste settimane anche la questione delle elevate temperature. “La Direzione – proseguono – ha preso iniziative per affrontare l’emergenza tramite ventilatori e altri sistemi alternativi al condizionamento. Tuttavia, è chiaro che non possono essere solo soluzioni temporanee a risolvere un problema che riguarda le condizioni di vita e di lavoro all’interno della struttura. Sono necessari interventi strutturali e risposte adeguate da parte del Ministero”.
Durante la visita, Calvano e Larghetti hanno avuto anche l’opportunità di conoscere le attività svolte all’interno del carcere per fornire ai detenuti opportunità formative e percorsi di impegno e inserimento lavorativo.
“È un lavoro prezioso – sottolineano – che rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rendere concreta la funzione rieducativa della pena e costruire percorsi di reinserimento. Proprio per questo riteniamo che queste attività meritino un sostegno ancora maggiore, a partire dal potenziamento del personale pedagogico e delle figure che accompagnano i detenuti nei loro percorsi”.
“Il Governo, anche attraverso i suoi rappresentanti ferraresi, ha comunicato che tra settembre e gennaio arriveranno risposte concrete ad alcune delle criticità che abbiamo evidenziato. Noi monitoreremo con attenzione questa situazione e continueremo a sollecitare il Ministero affinché gli impegni annunciati si traducano in interventi reali. Lo dobbiamo ai detenuti, agli operatori, agli agenti di Polizia penitenziaria e a tutte le persone che ogni giorno lavorano all’interno del carcere di Ferrara”.“Infine, ringraziamo la Direzione della casa circondariale e tutte le persone che ci hanno accompagnato durante il sopralluogo per l’attenzione che ci è stata riservata e per la preziosa occasione di confronto che abbiamo avuto nel corso della visita”, concludono Calvano e Larghetti.