Referendum, Barbero per il no: “Il rischio? Magistrati agli ordini della politica”
Si oppone alla riforma Nordio con frasi semplici e dirette: le stesse che, da docente e specialista del Medioevo in particolare, lo hanno reso una figura di spicco anche tra decine di migliaia di giovani. Lo storico Alessandro Barbero è per il no “perché il cittadino – afferma in un video – non è più al sicuro quando si trova di fronte a magistrati che ricevono ordini o che possono essere intimiditi dalla politica”.
Si unisce così un altro nome illustre della cultura italiana alla lotta dell’Anm e al fianco del comitato “Società civile per il no”, presieduto da Giovanni Bachelet, al quale partecipa anche il premio Nobel Giorgio Parisi. Barbero, con la consueta calma, presenta i punti che considera irrisolvibili della riforma, in particolare quella relativa al sorteggio: ovvero la “misura incredibile di estrarre a sorte i membri togati, cioè quelli che rappresentano i magistrati. Ma è un provvedimento che non si applica in nessun organo di grande responsabilità”.
Referendum giustizia, Barbero per il no: “Il rischio? Magistrati agli ordini della politica”
“Questa riforma non riguarda la separazione delle carriere, quella già esiste – sottolinea Barbero – Attualmente, un individuo può scegliere in quale dei due ruoli desidera operare come magistrato, se come pm o come giudice, può effettuare questa scelta solo una volta nella vita, e solo in pochi lo fanno”. Poi arriva al punto cruciale: “Al centro della riforma c’è la demolizione del Consiglio Superiore della Magistratura, così come predisposto dall’assemblea Costituente. Oggi il Csm è l’organo che ha anche funzioni disciplinari, ovvero stabilisce come sanzionare” le toghe. Chiarisce quindi che il Csm svolge un compito che “sotto il regime fascista era attribuito al ministro della magistratura, perché era la politica a vigilare sulla magistratura”.
Il futuro? Sarebbe allarmante: “La riforma indebolisce il Csm: perché lo frammenta e pone sopra di esso un altro organo, l’Alta Corte disciplinare”, spiega ancora il professore. E poi, contestando l’idea del sorteggio, Barbero aggiunge: “A me, e a molti altri, sembra che un Csm, anzi due, anzi tre nuovi organi, dove i membri magistrati siano estratti a sorte mentre il governo continua a nominare quelli che sceglie, sembrano organismi in cui il peso della componente politica sarà notevolmente superiore. E dove il governo potrà di nuovo, come in uno Stato autoritario, impartire ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni”.
Barbero anticipa anche le controargomentazioni. “ Ovviamente – aggiunge lo storico – chi è favorevole alla riforma può affermare, come in effetti sostengono: “Ma è proprio quello che desideriamo. Uno Stato moderno ed efficiente deve funzionare in questo modo”. Ecco, io ho una visione diversa. E voterò no”. Ecco perché ha superato le resistenze iniziali con cui apre il suo video. “Sono di sinistra, è noto dove mi posiziono. Ma alla fine ho deciso che forse aveva senso spiegare pubblicamente le ragioni per cui voterò no”, evidenzia Barbero. Il cui nome si aggiunge a un elenco prestigioso di artisti e intellettuali. Sono per il no, tra gli altri, Dacia Maraini, Fiorella Mannoia, Viola Ardone, Marisa Laurito, e ancora Alessandro Gassman, Lino Guanciale, Maurizio de Giovanni, Tomaso Montanari.