Salvini riguardo a Vannacci: “Ingrato, questione conclusa”. Pozzolo aderisce a Futuro Nazionale.
Matteo Salvini e Roberto Vannacci
Per Matteo Salvini, la separazione di Roberto Vannacci dalla Lega rappresenta “un capitolo chiuso”. Sottolinea di non essere rimasto deluso, poiché ha “visto molte persone non mantenere le promesse e gli impegni, ingrati”. Il giorno dopo la scelta dell’ex generale, che ha sorpreso il partito, il segretario leghista commenta rapidamente la rottura durante una conferenza stampa alla Camera: “Mi dispiace a livello umano, amen, non ho alcuna preoccupazione”. Capitolo chiuso, più o meno.
Salvini ci tiene però a ricordare come Vannacci sia stato accolto nel partito: “Gli abbiamo aperto le porte di casa. La Lega è presente e oggi è più forte, il tesseramento online è in crescita da ieri. Non nutro rancore, stanotte ho riposato tranquillo”. Il leader leghista cerca di voltare pagina. È necessario trovare un sostituto per il ruolo di vice lasciato vacante dall’ex parà. Zaia o Fedriga? “Deciderà il segretario federale”, ovvero proprio Salvini. “Ho la tessera della Lega in tasca dal ’91 e ho visto molte persone. Alcuni hanno mantenuto la parola, altri no”, afferma ancora rivendicando il percorso che ha portato all’elezione dell’europarlamentare: “Era candidato della Lega, ho condotto io la campagna elettorale per lui, l’abbiamo accolto quando tutti lo criticavano, l’abbiamo candidato in tutti i collegi, eletto, proposto vicepresidente del gruppo e nominato vicesegretario – ricorda – Il ringraziamento è stato: mi tengo il posto, saluti e arrivederci. Le promesse fatte le ho dimenticate”, aggiunge, “i 500mila voti rimangono della Lega: ci sono il mio, quello della mia compagna, della mia famiglia”.
Butta acqua sul fuoco Luca Zaia. Per l’ex governatore veneto, l’uscita di Vannacci non mette in discussione la leadership di Matteo Salvini: “No, qui stiamo parlando di una persona che ha avuto una grande opportunità, è stato un investimento errato, si gira pagina e si va avanti”, afferma l’attuale presidente del Consiglio Regionale Veneto, a 24 Mattino su Radio 24. Riguardo alla nuova segreteria, continua Zaia, “non è assolutamente un tema attuale, abbiamo un segretario eletto meno di un anno fa. Oggi dobbiamo concentrarci su quello che è il nostro futuro, ci sono impegni con i cittadini che sono fondamentali per il governo e per il nostro programma, come la riforma della giustizia, il premierato, ma ricordo anche l’autonomia, che è un pilastro in cui crediamo perché l’autonomia è il modo per far uscire questo Paese da un cono d’ombra rappresentato da un centralismo che ha creato le due Italie”.
Zaia ribadisce poi la sua critica nell’accogliere Roberto Vannacci nella Lega e dopo averlo definito ieri “un corpo estraneo”, oggi sottolinea che è stato “un errore imbarcarlo nella Lega. La storia non si giudica con il senno di poi, cerchiamo di non fare gli illuministi: la verità è che è stato un errore, perché l’epilogo lo ha confermato”. Per l’ex governatore leghista “il segretario Salvini ha fatto una scelta, quella di includere un nuovo soggetto, che poteva diventare un attore politico in futuro. Ma la verità è che questa storia si è tradotta in una disponibilità da parte nostra che è stata ripagata con un tradimento, evidente e sotto gli occhi di tutti. Vannacci se n’è andato, ma se n’è andato in modo organizzato e pianificato”. Un “meteora” per Zaia, poiché tutta la sua storia è “durata 9 mesi dal momento in cui è stato candidato alle europee fino alla sua uscita. Ecco, diciamo che se non ci fosse stato il nostro supporto, la partecipazione ai nostri congressi, la nostra disponibilità a candidarlo, probabilmente oggi la storia sarebbe molto diversa”. In conclusione: “Tutta questa vicenda ci insegna che vale sempre il vecchio metodo: niente corsie preferenziali, gavetta e verifica di condivisione degli ideali. Perché un partito così strutturato come il nostro ha decenni di storia e prevede comunque una condivisione degli ideali. Non puoi arrivare in un movimento come il nostro e pensare di dettare legge, o peggio ancora di cambiare la linea. D’altronde, Vannacci nell’uscire ha dichiarato: ‘La destra che ho in mente è un’altra destra’. E io sono convinto che lui abbia ragione, perché noi siamo per una destra liberale e non per una destra liberticida”.
Alla carica anche il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: “Pensare di utilizzare non una forza politica, ma degli elettori come un taxi, per poi scendere quando fa comodo, penso che sia svilente per tutti. Uno legittimamente può cambiare idea – afferma da Trieste – e lui evidentemente l’ha cambiata. Ma altrettanto doverosamente dovrebbe dimettersi dall’incarico che ha avuto tramite quelle idee e tramite quegli elettori, non nel rispetto della Lega, ma nel rispetto dei cittadini italiani e degli elettori italiani”. La reazione di Matteo Salvini?: “C’è evidentemente un tradito e un traditore. Io sono sempre dalla parte delle persone leali, non di chi tradisce”, conclude Fedriga.
Intanto tra i leghisti c’è chi riflette sul passaggio con Vannacci, come il deputato Rossano Sasso. E c’è invece chi ha già preso una decisione, come Emanuele Pozzolo, deputato iscritto al Misto ma eletto nelle liste di FdI, gruppo che ha lasciato nel maggio scorso dopo il caso dello sparo a Capodanno: “Non è più tempo di una destra che chiede scusa e chiede permesso, che cerca legittimazione negli altri. È tempo di una destra che parla chiaro e agisce – scrive sui social – Seguirò Roberto Vannacci in Futuro Nazionale, perché il suo progetto va molto oltre le vecchie categorie politiche. Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano: non solo il capo di un partito, ma il punto di riferimento di una reazione del buonsenso, capace di superare gli steccati ideologici del Novecento. Su di lui possono convergere tradizioni diverse, unite dalla schiettezza di pensiero e di parola e dalla difesa dell’interesse nazionale”.
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