Sanità. Vignali (FI): “A Ferrara, il 90% dei codici rossi è considerato di minore gravità”
“A Ferrara, il 90% dei pazienti assistiti dal 118 con codici rossi risulta essere over triage, il che implica una rivalutazione in chiave meno grave. Nel distretto ovest, si registra il quinto peggior tempo di ospedalizzazione tra i distretti sanitari della regione, con un’attesa di 80 minuti dopo la chiamata”. Queste sono le parole del presidente del gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali, in merito ai dati forniti dall’Assessorato regionale alle politiche per la salute riguardo alle prestazioni del soccorso 118.
“L’analisi dei dati relativi ai distretti della provincia di Ferrara per il periodo gennaio–giugno 2025 mette in luce un sistema di emergenza-urgenza complessivamente ben strutturato e capace di garantire un alto livello di sicurezza clinica, ma con criticità significative che necessitano di interventi specifici, nel rispetto dei pazienti e dei numerosi professionisti che lavorano quotidianamente con grande dedizione, spesso oltre le proprie mansioni – ha continuato il capogruppo azzurro -. È noto il contesto di difficoltà in cui opera il sistema, contrassegnato dalla mancanza di specialisti e dall’elevato carico di lavoro che grava su medici e infermieri del 118. Proprio per questo motivo, è fondamentale ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili, come già avviene in altre realtà regionali. Il dato dell’over-triage, che si attesta attorno al 90%, mostra un valore nettamente superiore a quelli indicati dalla letteratura scientifica internazionale, che suggerisce un intervallo ottimale compreso tra il 25% e il 50%. Province con caratteristiche simili presentano valori significativamente inferiori: Ravenna (65%), Rimini (53%) e Reggio Emilia (54%). Ciò dimostra che ci sono margini concreti di miglioramento. Inoltre, un livello così elevato di over-triage comporta un utilizzo non ottimale delle risorse, con conseguente sovrautilizzo dei mezzi avanzati e il rischio reale di ridurre la disponibilità operativa in caso di emergenze autentiche. Inoltre, genera un aumento del carico di lavoro per il sistema di emergenza territoriale, un allungamento dei tempi di gestione e trasporto dei pazienti e un potenziale rischio di saturazione dei servizi, inclusi i pronto soccorso e le strutture ospedaliere di riferimento”.
“Per quanto concerne i tempi di ospedalizzazione critici, il Distretto Ovest, nonostante sia un’area pianeggiante, registra tempi nettamente superiori rispetto a realtà con una complessità orografica maggiore – ha aggiunto -. Questo è un chiaro segnale che il problema non è solo di natura geografica, ma anche organizzativa. Per questo territorio è necessaria una maggiore capillarità del servizio e un potenziamento delle risposte ospedaliere. L’obiettivo deve essere quello di coniugare efficacia clinica ed efficienza organizzativa, ottimizzando l’impiego delle risorse e garantendo tempi di risposta adeguati su tutto il territorio provinciale”.
“Non si tratta di mettere in discussione il lavoro degli operatori, ma di mettere il sistema nelle condizioni di funzionare meglio, come avviene in altre province – ha concluso Vignali -. Per questo motivo ho presentato un’interrogazione alla giunta regionale, affinché vengano adottate misure concrete per rendere il servizio più efficiente e più vicino alle reali necessità dei pazienti”.
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