Senato: “Dux presente nella password del wifi creata in modo automatico”. Pd: “Era necessario modificarla”
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In merito alla scelta della password per l’accesso al wifi del Senato (la parola Dux) durante l’audizione del commissario europeo per il Clima, Wopke Hoekstra tenutasi ieri e come segnalato da alcuni membri del Parlamento, secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Madama, le password dei sistemi wifi al Senato vengono generate automaticamente da un software che combina caratteri e numeri in modo completamente casuale.
Ieri, come riportato da La Repubblica, sul cartello affisso a Palazzo Madama la password del wifi per un giorno è stata Dux. Un codice alfanumerico, ovvero una sequenza che mescola lettere dell’alfabeto latino e numeri arabi, ma in questo caso la combinazione (UFSsDuxV8SXmn) presenta al centro la parola “Dux” (un partecipante all’audizione ha fatto notare che, per essere molto sospettosi, si potrebbe notare anche la scritta “Ss” e “Xm”, sigla della Decima Mas, nota a Vannacci).
Da fonti di Palazzo Madama giunge ora una precisazione: le password dei sistemi wifi al Senato sono generate automaticamente da un software che combina caratteri e numeri in modo completamente casuale. Si tratta quindi di una pura casualità? Secondo l’intelligenza artificiale, come riportato da Repubblica, le probabilità che la parola Dux appaia in una sequenza alfanumerica di questo tipo sono una su 21mila, ovvero lo 0,0046%.
Il Pd risponde, con il senatore Dario Parrini, vice presidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama: “Le fonti non meglio specificate del Senato che attribuiscono alla generazione automatica la comparsa della parola Dux nella password per la rete wifi di una delle aule di Palazzo Madama sottovalutano gravemente la nostra intelligenza. In primo luogo, è difficile credere che sia così. In secondo luogo, se un generatore automatico produce una password contenente Dux, sarebbe normale, come minimo, farne generare subito un’altra”. Per il senatore di Italia viva Ivan Scalfarotto, capogruppo in commissione Giustizia di Palazzo Madama, “inserire la parola Dux all’interno della password del wifi è incredibile. Se si tratta di uno scherzo, non è divertente, anzi è di cattivo gusto. Il termine è apparso in bella vista all’esterno della sala dove si è svolta la riunione con il commissario europeo al clima Hoekstra, come riportato da ItaliaNow. Non so come sia andata la faccenda, ma chiedo che una situazione simile non si ripeta”.
“Ormai al peggio non c’è più limite – afferma il capogruppo dell’Alleanza verdi e sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama – Come denunciato da ItaliaNow, ieri è comparso in Senato un cartello dove per accedere al Wi-Fi era necessario digitare una password contenente la parola ‘Dux’. Una situazione grave che dimostra non solo il livello di superficialità in un contesto istituzionale, ma anche come l’uso di alcune parole sia stato normalizzato con l’arrivo al governo degli eredi del Movimento sociale italiano. Sarebbe opportuno, in un paese dove il rapporto con la memoria degli anni bui del fascismo è terreno di scontro, non considerare la cosa come un errore o una leggerezza”.
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