Senzatetto: dal rifugio alla strada. Zonari: “Le autorità locali li esortano a dirigersi verso il sottomura”

Senzatetto: dal rifugio alla strada. Zonari: “Le autorità locali li esortano a dirigersi verso il sottomura” 1

La consigliera comunale Anna Zonari, leader del gruppo La Comune di Ferrara, richiede delucidazioni riguardo al sistema di accoglienza per le persone senza fissa dimora a seguito della conclusione del Piano Freddo e sul coordinamento tra i servizi sociali e la Polizia Locale. Questo viene fatto tramite un’interrogazione indirizzata al sindaco e all’assessore competente, nella quale fa riferimento a una precedente interrogazione di aprile riguardante la gara andata deserta per l’assegnazione dei servizi di accoglienza destinati a individui in condizioni di estrema vulnerabilità.

Nel documento, Zonari sottolinea che l’amministrazione aveva garantito che, dopo la mancata aggiudicazione della procedura di Asp Ferrara, “le ulteriori necessità di accoglienza sarebbero state soddisfatte attraverso affidamenti diretti a operatori attivi sul territorio”. Tuttavia, in base alle segnalazioni ricevute dalla consigliera, “il dormitorio pubblico di via XX Settembre avrebbe recentemente interrotto l’accoglienza delle persone senza dimora senza che a tutti gli ospiti precedentemente accolti fosse proposta un’alternativa concreta e immediatamente attuabile”.

L’interrogazione afferma che alcune delle persone che attualmente pernottano nelle aree di piazza Travaglio, Porta Reno e Porta Paola sarebbero ex ospiti della struttura, mentre nelle serate del 28 e 31 luglio e del 2 agosto la Polizia Locale sarebbe intervenuta invitando gruppi di individui a allontanarsi. Secondo quanto riportato, “in almeno tre degli interventi le persone sarebbero state esortate a spostarsi verso l’area del sottomura”, una zona che la consigliera descrive come più isolata e caratterizzata da “consumo di sostanze, episodi di conflittualità e altre situazioni potenzialmente rischiose”.

Per Zonari “la presenza di individui costretti a dormire all’aperto non può essere considerata esclusivamente come una questione di decoro, ordine pubblico o sicurezza urbana”, ma rappresenta prima di tutto “una condizione di grave vulnerabilità sociale e sanitaria”. Nell’atto si afferma inoltre che “gli interventi che si limitano a allontanare o a spostare le persone senza dimora da un’area pubblica a un’altra in assenza di un’effettiva alternativa di accoglienza non risolvono il problema, ma lo rendono semplicemente meno visibile”.

Con tredici domande, l’esponente de La Comune richiede all’amministrazione di chiarire quando e perché sia stato chiuso il dormitorio di via XX Settembre, quante persone vi fossero accolte e quali soluzioni siano state proposte a ciascuna. Chiede inoltre quanti posti letto siano attualmente disponibili in città, se gli interventi della Polizia Locale siano stati coordinati con Asp, Servizi sociali, Unità di strada e SerD e quali direttive operative siano state fornite agli agenti. Infine, domanda quale strategia il Comune intenda adottare “per garantire durante tutto l’anno, incluso il periodo estivo, un sistema minimo e continuativo di accoglienza notturna”, evitando che alla chiusura dei servizi “facciano seguito l’abbandono delle persone in strada e ripetuti interventi della Polizia Locale finalizzati unicamente al loro semplice spostamento da un luogo all’altro della città”.

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