Sigilli alla pista XBikes. Dal Comune ancora nessuna presa di posizione
Per ora nessuna presa di posizione ufficiale da parte dell’amministrazione comunale dopo il sequestro preventivo del kartodromo di via Cesare Diana, che il Comune di Ferrara da un paio di anni ha affidato in concessione tramite convenzione all’Asd XBikes 2.0 Circuit. Si tratta della società dilettantistica finita al centro dell’inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Roma che ha portato a tre arresti e al sequestro di beni aziendali e conti correnti per almeno 2 milioni di euro, tra Ferrara e Aprilia.
Contattato da Estense.com nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 22 ottobre, Francesco Carità, assessore allo Sport, ha preferito rimandare un commento alla vicenda alle prossime ore. A lui, la redazione aveva chiesto un commento alle notizie uscite nelle scorse ore e quale posizione avrebbe assunto l’amministrazione. “Aspettiamo che escano altre notizie perché onestamente è troppo presto e sono troppo poche quelle uscite” ha risposto l’assessore, senza sbottonarsi.
Poi, non potendo parlare dell’attualità, il tentativo di fare una domanda sul passato e sulle modalità con cui era stata scelta proprio quell’associazione sportiva dilettantistica come beneficiaria della concessione. Tentativo troncato sul nascere: “Al momento non so cosa rispondere, ci sentiamo domani quando avrò più chiaro il quadro” ha ribattuto Carità.
Tra l’altro, lo scorso 27 settembre, l’Asd XBikes 2.0 Circuit era stata protagonista del Ferrara Sport Festival con un appuntamento dalle 14 alle 19 in piazza Ariostea dal titolo “Oltre il limite. Motori, inclusione e sport per tutti” con prove di go kart aperte al pubblico.
L’11 settembre 2025, invece, la riapertura dell’impianto da parte dell’Asd era finita al centro di una richiesta di accesso agli atti presentata dalla consigliera comunale del Pd Anna Chiappini. Nel documento nulla che avesse a che fare con quanto accaduto nelle ultime ore, ma le lamentele di alcuni residenti: il mancato rispetto degli orari e le continue sgasate delle moto che producevano per ore rumore intenso ed emissioni di gas di scarico verso le case vicine, con disagi per chi ci abita. Per questo Chiappini suggeriva l’installazione di una barriera fonoassorbente.
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