Silvia Salis: “Mi considerano l’anti-Meloni? Se fosse così, valuterei l’idea”

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“Se mi proponessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe falso dire che non lo considererei. Questa attenzione a livello mi fa piacere”. Così afferma Silvia Salis, rispondendo a Bloomberg che dedica un ampio servizio alla sindaca di Genova, descrivendola come “il nuovo volto italiano e possibile avversaria di Giorgia Meloni“.

“La recente sconfitta referendaria della premier Giorgia Meloni – osserva in apertura d’articolo Bloomberg – sta energizzando l’ italiana”, riconoscendo in Salis una potenziale rivale dell’attuale premier nelle prossime consultazioni elettorali.

“Mi considero una candidata progressista che è convinta che sviluppo economico e giustizia sociale possano andare di pari passo – evidenzia Salis nell’intervista -. Questo governo di destra non è riuscito a realizzare né l’uno né l’altro, causando insoddisfazione sia tra i pochi che tra i molti. Questo, di per sé, è già un notevole risultato”.

“Salis è quindi pronta per un grande passo?”, si domanda Bloomberg, e la sindaca risponde: “È evidente che non posso ignorare questa attenzione nazionale, non posso evitare le domande. È una situazione interessante, mi fa piacere” ha affermato, ribadendo però il suo rifiuto a partecipare alle primarie. Ma se le venisse richiesto direttamente di candidarsi? Insiste Bloomberg: “Di fronte a una richiesta unificante non posso affermare che non la considererei, sarebbe una menzogna”.

L’uscita della sindaca di Genova – eletta al primo turno il 26 maggio 2025 – avviene proprio mentre nel campo largo si sta avviando il dibattito sulle primarie per selezionare il candidato premier alle prossime elezioni. Salis si è espressa negativamente riguardo a queste primarie, definendole “errate” perché “ti costringono a contrapporre due o più soggetti politici che in realtà fanno parte della stessa alleanza, creando un periodo in cui dovresti praticamente fare campagna elettorale contro le persone che poi dovrebbero sostenere il tuo governo. Una situazione che considero tecnicamente errata, è un messaggio di divisione che non sostengo, l’ho sempre affermato”.

Sempre Salis, aveva illustrato la sua “strategia” per evitare le primarie. “Ci sono due livelli di discussione, una discussione interna, in cui i leader di partito decidono tra di loro chi sia la persona più adatta a guidare la coalizione, che non necessariamente deve essere un leader di partito, ma potrebbe esserlo”. Inoltre, aveva aggiunto, “c’è anche la discussione post-voto, in cui una coalizione scrive un programma chiaro, lo presenta al paese, raccoglie i voti di ogni partito e poi dalla somma di questi voti si comprenderà chi deve esprimere la leadership. Che, ripeto, potrebbe anche in quel caso essere il partito che ha ottenuto più voti, ma non è detto che sia così”.

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