Il ridimensionamento di circa 60 insegnanti nel territorio ferrarese è un’informazione che interessa tutti, non soltanto il settore scolastico. Coinvolge le famiglie, gli studenti, le comunità e il futuro della nostra provincia. “Quando si effettuano tagli sulla scuola, non si risparmia realmente: si trasferiscono i costi sui ragazzi, sugli insegnanti e sulle famiglie”, afferma Mirko Nistoro, membro della segreteria comunale del Partito Democratico di Ferrara con delega alla qualità della vita.
Secondo Nistoro, “una riduzione del numero di docenti implica meno tempo per assistere chi ha difficoltà, minori opportunità di lavorare sull’inclusione, maggiore fatica per gli insegnanti e una diminuzione della qualità della vita quotidiana nelle classi”. Il calo demografico, secondo il Pd comunale, non può essere utilizzato come giustificazione automatica per diminuire organici e competenze. “Se ci sono meno studenti, questa dovrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare la scuola e non per impoverirla. Dovremmo avere classi più gestibili, maggiore attenzione ai bisogni educativi, più sicurezza e maggiori possibilità di seguire ogni singolo ragazzo. Invece si opta ancora una volta per la strada dei tagli indiscriminati”.
Per il Partito Democratico, la scuola non è una voce di spesa da ridurre, ma uno degli investimenti più significativi per il futuro del territorio. “Ferrara e la sua provincia necessitano di trattenere giovani, competenze e famiglie. Ma questo non si realizza indebolendo la scuola. Si ottiene rafforzandola, in particolare nei territori più vulnerabili e nei Comuni dove ogni servizio pubblico rappresenta anche un presidio sociale”.
Da qui la richiesta di un confronto istituzionale. “Richiediamo l’apertura di un tavolo con enti locali, sindacati e rappresentanze scolastiche per monitorare l’impatto dei tagli e costruire una risposta condivisa. La scuola non può essere lasciata da sola. Difendere gli insegnanti significa tutelare i nostri ragazzi e il futuro di Ferrara”.