Ungheria, Schlein: “Anche Meloni ha subito una sconfitta”. La premier esprime apprezzamento per il vincitore: lavoreremo insieme.
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ROMA – È una serata carica di delusioni per la Lega e piena di incertezze all’interno di Fratelli d’Italia. La sconfitta di Viktor Orbán rappresenta un duro colpo per il Carroccio, che perde uno dei suoi più influenti alleati in Europa, all’interno della famiglia dei Patrioti. Matteo Salvini ha convocato per oggi il “federale” del partito a via Bellerio. Si affronteranno temi come il caro energia, ovviamente, ma anche la débâcle ungherese: la prima conseguenza sul fronte interno, riportano diverse fonti lombarde, è che Orbán non parteciperà domenica prossima a Milano, all’adunata leghista. Era stato invitato, ma la sua presenza era condizionata al successo. Salvini ha avuto contatti con l’autocrate nelle ultime ore. Per il partner magiaro si era speso in questa campagna elettorale come per nessun altro, dal video social di sostegno al palco condiviso a Budapest il 23 marzo, giorno del referendum.
Giorgia Meloni commenta le elezioni alle dieci e mezza di sera, dopo Macron, Merz e Von der Leyen. Esprime gratitudine «all’amico Viktor» per «l’intensa collaborazione», convinta che «servirà il suo paese dall’opposizione». Nel contempo si congratula con Magyar «per la chiara vittoria», affermando che tra Roma e Budapest persiste «un profondo legame, continueremo a collaborare». Anche la premier aveva preso parte, in modo via via sempre più marginale, alla campagna di Orbán (lontanissimi i tempi in cui l’autocrate veniva accolto ad Atreju, al coro di “avanti ragazzi di Buda”). Il 12 gennaio la premier ha inviato un video di sostegno, realizzato da Fidesz con i contributi di altri, imbarazzanti, leader sovranisti, da Netanyahu ad Alice Weidel. Poi, più nulla. Nemmeno da Fratelli d’Italia, che fino a due anni fa sognava di cooptare Orbán nei Conservatori. Opzione però impraticabile, a causa della vicinanza dell’ormai ex premier ungherese con Mosca. E adesso? Ai vertici di FdI si riflette in questi termini: Orbán, con tutti i suoi limiti, lo conoscevamo, eravamo a conoscenza delle sue opinioni. Magyar, invece, rappresenta un’incognita. Anzi, il primo incontro non è stato un successo. Risale a fine settembre, quando il vincitore delle elezioni ungheresi rischiava di perdere l’immunità all’Europarlamento, insieme ad Ilaria Salis. I Fratelli avevano richiesto, in modo riservato, di separare le due votazioni, per sostenere Magyar e affossare Salis. Tuttavia, l’operazione non ha avuto esito positivo. Nel centrodestra, i più ottimisti sono gli azzurri di FI, legati nel Ppe con il leader di Tisza. «Basta sovranismi esasperati», esulta Deborah Bergamini.
L’opposizione naturalmente festeggia la sconfitta dell’ultradestra di Orbán (e dei suoi alleati italiani). Per la leader del Pd Elly Schlein, «il tempo delle destre sovraniste è finito. Hanno trionfato la libertà, la democrazia e la voglia d’Europa. Ha perso Orbán, cavallo di Troia di Trump e Putin, e hanno perso Meloni e Salvini con i loro imbarazzanti video di sostegno a Orbán e alla sua autocrazia». Per Riccardo Magi di +Europa, «vince l’Ucraina, perde la propaganda russa. E perde Meloni, sempre più isolata in Europa». Per Avs, oltre a Nicola Fratoianni, esulta anche l’eurodeputata Salis, incarcerata per 15 mesi a Budapest, prima di ottenere il seggio all’Eurocamera. «Sia l’Ungheria che l’Europa saranno posti migliori senza Orbán. Addio per sempre».
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