Vannacci si confronta con i giornalisti internazionali: “Putin non mi finanzia, ma è importante mantenere buoni rapporti con tutti”
È un Roberto Vannacci in veste internazionale quello che si presenta nella sede della stampa estera a Palazzo Grazioli. Durante la conferenza stampa con giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, il leader espone il piano della sua iniziativa ‘Futuro nazionale‘. Successivamente, affronta temi come il conflitto in Iran e quello in Ucraina, toccando anche i rapporti con il mondo Maga e con Vladimir Putin. La sala non è affollata, ma il generale è sommerso da una serie di domande. Per oltre due ore, schiva e risponde. Riceve apprezzamenti per la sua padronanza del rumeno e gestisce il francese con naturalezza. “Sono lieta di concludere questo mio mandato con lei, tutti noi desideriamo conoscere le novità del nuovo partito”, esordisce Elena Postelnicu, la presidente dell’associazione che presto passerà il testimone, riassumendo così la curiosità dei colleghi. Dai giornalisti ungheresi a quelli britannici, passando per quelli spagnoli e turchi, i cronisti incalzano Vannacci con domande su vari argomenti. Tuttavia, il primato di domande spetta ai rappresentanti della Russia, a pari merito con i media francesi. Dalle agenzie di Mosca giungono ben tre richieste. Ed è proprio sugli scenari internazionali che si intensifica il dibattito.
Il reporter dell’agenzia Ria – che in un secondo momento lo invita a esprimersi sul ‘caso Russia’ alle Paralimpiadi di Milano-Cortina – domanda “dove ci ha condotto la guerra in Ucraina e quale ruolo può avere l’Europa”. Il generale sorride per un attimo, poi afferra: “ci ha condotti verso il disastro e a pagare sono principalmente gli ucraini e gli europei”. Il leader evidenzia che “né l’Europa né l’Ucraina stanno prevalendo nella guerra”. “La pace giusta non esiste, nella storia è sempre esistita la pace del vincitore”, ribadisce. E quindi “bisognerà accettare le condizioni” russe: “la neutralità dell’Ucraina e il mantenimento dei territori conquistati militarmente”. In seguito a ulteriori domande da parte di altri cronisti, Vannacci chiarisce: “non sono filorusso, non ricevo compensi da Putin”. Tuttavia, tiene a sottolineare: “È fondamentale mantenere buone relazioni con tutti”.
Non vengono esclusi dalla geografia del generale “i contatti e i numerosi punti in comune” con il mondo Maga. Successivamente, l’agenzia russa Tass interroga sulla situazione in Iran e sul possibile ingresso di Futuro Nazionale “per migliorare” eventualmente la coalizione di centrodestra. Riguardo alla crisi del Golfo, il generale non ha dubbi: “i rischi superano i benefici, la rimozione dei dittatori non ci porta vantaggi”. Esprime perplessità sul fatto che “chi ha avviato la guerra si sia comportato da alleato”. Poi si sposta sulla politica interna: “siamo interlocutori del centrodestra, ma decideremo se entrare in coalizione prima delle elezioni”. L’attenzione è rivolta ai “delusi del governo Meloni” e ai “baluardi conservatori da preservare”. Infine, lo “squillo di tromba” in vista delle elezioni: “la sorpresa è un principio dell’arte della guerra”.
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