Venezia, Calenda criticato all’università per il gesto della P38. Gli organizzatori: atti intimidatori.
(ansa)
Nel mese di ottobre, fu il turno di Emanuele Fiano, accolto con striscioni che recitavano “Fuori i sionisti dall’università”. Venerdì scorso, è stata la volta di Carlo Calenda: il leader di Azione, invitato dall’associazione universitaria Futura, ha subito contestazioni durante un incontro presso la Ca’ Foscari, da parte del collettivo Sumud. Un intervento fulmineo ha interrotto l’evento, sfociando in un acceso scambio di opinioni tra il leader di Azione e gli attivisti. In un video di rivendicazione, condiviso su Instagram dal gruppo di estrema sinistra, si ode una voce che grida verso Calenda “se la guerra è il presente, guerra alla guerra, guerra al futuro, ma anche a Futura” e si osserva una mano che compie il gesto della P38.
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Secondo il collettivo, “in un periodo in cui la democrazia liberale mostra il suo vero volto, caratterizzato da bombardamenti sulla popolazione iraniana da parte di quei fari di democrazia che sono gli USA e Israele (e tutta quella cricca che si nutre degli Epstein files)” è “inaccettabile osservare partiti che tentano di entrare nelle università”.
“Dopo l’incontro con il senatore Carlo Calenda a Ca’ Foscari – denuncia in una nota l’associazione Futura, organizzatrice del dibattito – sui social sono emersi insulti e minacce nei confronti dell’associazione e dei suoi membri. Questi atteggiamenti superano il legittimo dissenso e alimentano un clima di intimidazione inaccettabile all’interno delle università. Futura ribadisce il proprio impegno a garantire pluralismo e libertà di espressione e sollecita le istituzioni e i movimenti politici a condannare pubblicamente tali intimidazioni”.
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