“Ventuno posti vacanti nel 118 di Ferrara, ma assenza di corsi per formare nuovi medici”

“Sono venti i posti vacanti nel 118 di Bologna, ventuno a Ferrara e quattordici a Modena. Le automediche continuano a operare anche grazie a medici libero-professionisti, ma si registra una carenza sistematica di medici nei pronto soccorso. Nonostante ciò, la Regione ha avviato bandi per formare e abilitare i medici all’emergenza-urgenza in tutte le altre province. Questa scelta è incomprensibile e irresponsabile, e i dirigenti delle tre AUSL devono rendere conto pubblicamente. Per questo motivo presenterò un’interrogazione alla Giunta regionale”.

Queste sono le parole di Pietro Vignali, segretario regionale e capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che interviene dopo la pubblicazione nel Bollettino ufficiale regionale del 31 luglio riguardante i corsi per il conseguimento dell’idoneità all’Emergenza sanitaria territoriale.

“I dati ufficiali forniti dalla Regione mostrano una situazione ancora più preoccupante: al 1° marzo 2026 risultavano 55 posti vacanti di Emergenza sanitaria territoriale nelle tre province dell’Emilia Est. A Bologna erano 20: 6 nell’area Nord-Città e 14 nell’area Sud-Città, con l’obbligo per i professionisti di alternarsi tra le diverse postazioni territoriali e nelle strutture spoke dell’AUSL. A Modena gli incarichi vacanti ammontavano a 14: uno nel 118 di Modena, cinque nell’area Carpi-Mirandola, cinque a Pavullo e tre a Vignola. A Ferrara si registravano addirittura 21 posti vacanti: quattro nel Distretto Ovest, tredici nel Distretto Sud-Est e quattro nel Distretto Centro-Nord. Non si tratta quindi di una carenza limitata – sottolinea Vignali – ma di posti mancanti distribuiti in modo capillare.”

“I corsi vengono attivati in Romagna e nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, mentre Bologna, Modena e Ferrara sono completamente escluse. Da mesi sono note le mancanze di personale, ma le tre direzioni sanitarie non hanno preso provvedimenti. Passare da almeno cinquanta posti scoperti a nessun medico da formare non è una programmazione sanitaria – afferma Vignali. Significa subire gli eventi e aggravare una situazione già critica.”

“Nei Pronto soccorso e sui mezzi di soccorso di Bologna, Modena e Ferrara, il numero di medici è frequentemente ridotto al minimo necessario. Ogni assenza, emergenza complessa o contemporaneità di interventi rischia di mettere sotto pressione l’intero sistema. Le ore di straordinario dei numerosi professionisti che compensano con un impegno straordinario le carenze organizzative dell’Ausl non rappresentano una soluzione sostenibile. Non organizzare i corsi significa impedire a nuovi professionisti, disponibili a coprire personalmente una parte significativa dei costi formativi, di ottenere il titolo necessario per entrare stabilmente nel 118.”

“Se queste tre direzioni sanitarie – incalza Vignali – non sono in grado di pianificare come nelle altre sei province, l’assessore Fabi ha il dovere di intervenire. Con l’interrogazione chiederò alla Regione di rendere noti i posti vacanti e le reali carenze di medici nei servizi di emergenza territoriale e nei Pronto soccorso delle tre province, il fabbisogno formativo comunicato dalle singole Aziende sanitarie e le motivazioni dell’esclusione dell’Emilia Est.

Non vorremmo – conclude Vignali – che oggi si decidesse di ridurre gli organici per presentare domani come inevitabili il depotenziamento delle automediche, la diminuzione dei servizi territoriali o la trasformazione di altri Pronto soccorso in semplici Punti di primo intervento. Le carenze non sono una fatalità, ma il risultato delle scelte fatte, o non fatte, da chi ha la responsabilità di pianificare il servizio sanitario regionale.”

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