Il Comune di Ferrara aveva già richiesto chiarimenti al Comune stesso, ritenendo che “prima di applicare sanzioni” fosse opportuno fornire “ai cittadini l’opportunità di regolarizzarsi”. Questo si riferisce agli accertamenti Tari effettuati da Hera, connessi ai riallineamenti delle superfici catastali, e ai numerosi avvisi inviati negli ultimi mesi a diversi cittadini ferraresi. Questi avvisi erano spesso accompagnati da sanzioni e interessi dovuti a discrepanze tra la superficie dichiarata anni fa e quella attualmente risultante dai dati catastali aggiornati.
Dopo la risposta dell’assessore alle Società Partecipate Matteo Fornasini, la consigliera si è rivolta direttamente ad Hera per richiedere l’accesso agli atti. Era stato lo stesso assessore a dichiarare che dal primo gennaio 2018, con l’entrata in vigore della Tcp (Tariffa corrispettiva puntuale), la competenza fosse esclusivamente della società con sede a Bologna. “Ci faremo carico comunque – aveva aggiunto l’assessore – di inoltrare le richieste direttamente al gestore”.
“Sono numerosi – scrive Zonari – i cittadini ferraresi che segnalano di aver ricevuto avvisi di accertamento Tari per un presunto disallineamento tra la superficie dichiarata anni fa e quella attualmente risultante dai dati catastali. In molti casi si tratta di situazioni storiche, risalenti a un periodo in cui il catasto abitativo era espresso in vani e non in metri quadri, quando le superfici utilizzate per il calcolo non erano nemmeno conosciute dai contribuenti”.
Non si tratterebbe, “nella maggior parte dei casi, di cittadini che non hanno adempiuto ai propri obblighi: è il criterio di misurazione a essere cambiato nel tempo, per motivi tecnici legati all’evoluzione del catasto, e non per una loro volontà di evitare il pagamento”.
“Non è però possibile sapere quanti siano i cittadini che hanno ricevuto un avviso di accertamento – prosegue Zonari – perché l’assessore Fornasini ha trasferito tutto su Hera senza fornire alcun dato”. La consigliera ricorda l’interrogazione a sindaco e assessore presentata lo scorso 29 maggio, in cui chiedeva “quanti avvisi di accertamento fossero stati emessi, se fosse mai stata prevista una fase di regolarizzazione spontanea prima delle sanzioni, e se il Comune intendesse considerare una per le numerose posizioni storiche coinvolte”.
“Fornasini – aggiunge – ha impiegato 49 giorni, sette settimane, per rispondere. E quando lo ha fatto, di sostanziale c’era solo una cosa: che dal 2018 la competenza è di Hera. Punto. Nessun numero, nessuna valutazione, nessuna intenzione dichiarata. Eppure il Comune di Ferrara è socio pubblico di Hera, e i cittadini che ricevono questi accertamenti sono gli stessi cittadini che il Comune rappresenta”.
<p“Ritenendo gravemente insoddisfacente la risposta dell’assessore – conclude Zonari – ho proceduto a presentare richiesta formale a Hera per ottenere i dati aggregati sugli accertamenti: numero di avvisi emessi, natura delle posizioni coinvolte, eventuali procedure di comunicazione preventiva attivate (o meno)”.
La consigliera de La Comune nella richiesta chiede qual è “il numero complessivo di avvisi di accertamento emessi per riallineamento delle superfici” e quale sia “il numero di avvisi annullati, rettificati o ridotti in autotutela, distinto per anno e per le medesime fattispecie”.
Richiede anche “se tali accertamenti riguardino prevalentemente posizioni dichiarative storiche pregresse” e “copia di eventuali procedure, protocolli, direttive o istruzioni operative relative all’individuazione delle superfici, alla scelta della fattispecie sanzionatoria e alla gestione dell’autotutela”.
Oggetto delle richieste del gruppo consiliare anche “i criteri con cui viene distinta la fattispecie di ‘infedele dichiarazione’ da quella di ‘omessa dichiarazione’ e il relativo regime sanzionatorio, nonché l’importo complessivo delle sanzioni e degli interessi applicati”.
Infine, la consigliera richiede “una copia integrale del contratto, convenzione, affidamento o mandato che disciplina i rapporti tra Hera S.p.A. e Municipia S.p.A. per le attività di accertamento e recupero”.