Versalis, Avs e Possibile: “Necessario un programma di recupero”
di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile
Indipendentemente dal punto di vista da cui si osserva la questione, la scelta di Versalis, che è opportuno ricordare essere una controllata di Eni, partecipata dallo Stato, di avviare la procedura di licenziamento collettivo per 30 dipendenti, non rappresenta affatto una notizia positiva. È opportuno riconoscere il merito della Filctem-Cgil nel denunciare questa situazione e nel richiedere l’attivazione di tutte le misure istituzionali necessarie.
È risaputo che il settore chimico italiano attraversa una fase di crisi, anche a causa della volontà di Eni di ridimensionare un ambito che chiaramente non rientra più nelle sue strategie industriali.
La chiusura degli impianti di cracker presenti nel Paese potrebbe aver segnato un punto di non ritorno per un settore che comprende oltre 2800 aziende e quasi 200000 lavoratori.
Il contesto geopolitico attuale, in particolare il conflitto scatenato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha evidenziato la vulnerabilità di un sistema che ha abbandonato le produzioni di base, affidandosi a un mercato che non è in grado di garantire la stabilità necessaria per i rifornimenti di prodotti intermedi.
In questo scenario, i rischi connessi alla decisione del governo di non adottare una politica industriale capace di orientare le scelte degli operatori privati stanno purtroppo diventando una realtà concreta.
Da tempo, come Avs e Possibile Ferrara, insieme ad altre forze politiche di opposizione, sia a livello locale che regionale e nazionale, chiediamo un intervento del Governo e delle Istituzioni per fermare la dismissione della Chimica di base nel nostro Paese da parte di Eni.
In particolare, per il Petrolchimico di Ferrara, da tempo richiediamo che venga elaborato un piano di rilancio che risponda alle necessità della transizione ecologica e dell’economia circolare. Abbiamo anche suggerito che Ferrara potesse diventare, grazie alla sua storia industriale e alla presenza di competenze specifiche, la capitale italiana del riciclo della plastica.
Il Comune di Ferrara ha recentemente presentato in Consiglio Comunale una mozione dettagliata e precisa che andava in questa direzione. La maggioranza che governa la nostra città l’ha respinta, riproponendo il mantra del progetto di revamping del ciclo idrico che, se non accompagnato da scelte chiare, responsabili e con una visione di politica industriale, rischia di rimanere solo un’operazione di propaganda e non risolvere i problemi attuali.
Nel frattempo, il numero di lavoratori sta diminuendo e con esso anche le competenze e il know-how che hanno contraddistinto la chimica in Italia e a Ferrara.
Da qui la nostra determinazione nel richiedere un cambiamento di rotta, una riflessione e un impegno specifico da parte del Comune di Ferrara, che portino a correggere le scelte errate, sempre al fianco dei lavoratori e dei cittadini che vedono nel progressivo declino industriale un grave rischio per le prospettive economiche e la sicurezza sociale nel nostro Paese e nella nostra città.
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