Allenarsi per la maratona con il Watch GT Runner 2 e le Freebuds Pro 5 di Huawei
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Un sole forse eccessivamente caldo per la fine di febbraio illumina il meraviglioso parco El Retiro di Madrid mentre mi alleno sotto un cielo di un blu profondo. Le condizioni per l’allenamento sono perfette, e infatti l’area è affollata da corridori di ogni età, venuti a godere del clima e della leggera brezza che di tanto in tanto rinfresca l’attività fisica. Passo dopo passo, con un ritmo lento ma costante, completo dieci chilometri per testare contemporaneamente il Watch GT Runner 2, il nuovo smartwatch di Huawei specificamente progettato per i podisti, e le Freebuds Pro 5, l’ultima versione aggiornata dei pregiati auricolari true wireless di alta gamma del produttore cinese.
La corsa è uno sport che richiede impegno, sacrificio e dedizione. Durante la corsa, allo sforzo fisico si sovrappone continuamente quello mentale, altrettanto faticoso, dove l’istinto di fermarsi è in costante conflitto con il desiderio di progredire, di migliorare, di superare i propri limiti. È necessaria una forte motivazione, che deve essere costantemente rinnovata: per farlo, non c’è nulla di meglio che mettersi alla prova, accumulare quanti più dati possibile su ogni prestazione, documentare nel dettaglio ogni corsa per poi confrontarla con quelle precedenti e future. E ascoltare buona musica, o un podcast di Barbero.
Con uno smartwatch come il Huawei Watch GT Runner 2 possiamo monitorare con precisione il percorso, la velocità media e istantanea, il numero di minuti per chilometro, il numero di passi al minuto (cioè la cadenza), la frequenza cardiaca, l’intensità dell’allenamento, il V02Max (massimo consumo di ossigeno) e molto altro.
Per chi corre, dal principiante all’atleta professionista, avere consapevolezza di ogni piccola variazione, auspicabilmente in miglioramento, è diventata una fonte di motivazione imprescindibile, oltre a rappresentare una miniera d’informazioni per costruire allenamenti sempre più personalizzati ed efficaci, oggi anche “potenziati” dall’intelligenza artificiale.
Inoltre, c’è l’ascolto: della musica, dei podcast o degli audiolibri, per accompagnare chilometri infiniti da percorrere settimana dopo settimana, mese dopo mese, sudando immersi nelle più varie condizioni atmosferiche. Oppure delle istruzioni per un allenamento specifico, che può richiedere variazioni di velocità o il mantenimento di un ritmo costante. Per tutto ciò sono necessari auricolari wireless che siano resistenti al sudore e (purtroppo) alla pioggia, leggeri e poco ingombranti pur rimanendo saldamente al loro posto, con una buona autonomia. E che offrano un suono di qualità.
In questo senso, dopo il nostro test su strada possiamo affermare che l’abbinamento Huawei GT Runner 2 e HUAWEI FreeBuds Pro 5 soddisfa adeguatamente questi requisiti, sebbene con qualche margine di miglioramento, grazie a caratteristiche come peso ridotto, autonomia, qualità costruttiva e funzioni esclusive come il programma smart di allenamento per la maratona disponibile con il GT Runner 2. Quest’ultimo è stato sviluppato in collaborazione con il DSM-Firmenich Pro Running Team, un gruppo di atleti professionisti fondato nei Paesi Bassi nel 2017, che include campioni come Geoffrey Kamworor, Kenenisa Bekele e la leggenda del running Eliud Kipchoge, il quale è stato anche testimonial per il lancio dello smartwatch a Madrid (foto sotto).
Lo smartwatch per diventare maratoneti
Il nuovo Huawei Watch GT Runner 2 arriva quattro anni dopo il GT Runner, il primo dispositivo indossabile sviluppato dal gigante cinese specificamente per atleti professionisti, e mira a conquistare quote di mercato attualmente dominate da prodotti specializzati come il Garmin Forerunner 970. Certo, Huawei ha impiegato tempo, ma il risultato è un dispositivo completamente riprogettato, che ora punta tutto sull’ergonomia e sulle metriche avanzate per la corsa.
Dal punto di vista hardware, lo smartwatch presenta una cassa e una ghiera in lega di titanio aerospaziale che lo rendono estremamente leggero con soli 34,5 grammi di peso (senza cinturino); per fare un confronto, l’ottimo GT 6 Pro sempre di Huawei pesa 54,7 grammi, 20,2 in più. Sembrano pochi, ma al polso fanno una grande differenza: ad esempio, se si indossa il Watch GT Runner 2 dopo aver utilizzato per qualche mese il GT 6 Pro, magari sotto una maglietta a manica lunga, alle prime uscite si deve scoprire il braccio per essere certi di non averlo dimenticato a casa (come è accaduto più volte a chi scrive). Questo è anche merito del fatto che il wearable è molto sottile con i suoi 10,7 mm di spessore, e del cinturino intrecciato “AirDry”, che offre una traspirabilità superiore del 25% rispetto alla generazione precedente e si avverte davvero poco al polso.
Il display da 1,32 pollici è un OLED con risoluzione di 466×466 pixel che può raggiungere una luminosità massima di 3.000 nit ed è protetto da vetro anti-graffio Kunlun di seconda generazione. L’interfaccia grafica è chiara e permette di personalizzare la disposizione delle informazioni di allenamento, mentre la combinazione di hardware e software garantisce un’ottima leggibilità in ogni condizione: sia che si stia correndo cianotici e vagamente confusi sotto la pioggia dopo una sessione di ripetute, sia sotto la luce diretta del sole. Ottima l’autonomia, soprattutto considerando le dimensioni dell’orologio: fino a 14 giorni con uso leggero e ben 32 ore di tracciamento continuo (o quattro maratone di seguito, come piace ricordare ai tecnici Huawei) con il GPS dual-band attivo, il tutto grazie alla batteria che utilizza una tecnologia ad alta densità “High-Silicon” (+33% di densità energetica).
Posizione precisa e dati biometrici per addestramento smart
La prima e più significativa novità hardware è la nuova architettura delle antenne del ricevitore satellitare, che migliora la precisione di posizionamento del 20% rispetto alla serie GT 6, già piuttosto accurata. Sul fronte software e sensori, Huawei ha integrato nel Watch GT Runner 2 il nuovo modulo hardware TruSense, il sistema proprietario di rilevamento dei dati biometrici che l’azienda cinese sviluppa da anni. Lavorando in sinergia con algoritmi aggiornati, la nuova piattaforma promette innanzitutto una precisione maggiore ad esempio nel rilevamento del battito cardiaco anche (e soprattutto, perché è qui che serve di più) durante gli scatti veloci e l’interval training. Inoltre, consente all’azienda di introdurre nuove funzioni esclusive come la misurazione della Running Power (potenza di corsa) e del Running Ability Index (RAI) singolo.
La potenza di corsa indica la velocità con cui un corridore consuma energia durante l’attività. La vera differenza rispetto ai parametri tradizionali è che, mentre la frequenza cardiaca rappresenta un’intensità di esercizio “relativa” influenzata da fattori come stanchezza, stress o temperatura, la potenza di corsa fornisce una misurazione dell’intensità di esercizio assoluta. Combinata con il battito cardiaco, questa metrica diventa fondamentale soprattutto per l’interval training (le ripetute), perché aiuta a capire esattamente quanto si sta spingendo, mentre permette di bilanciare performance al top e recupero, evitando sia di allenarsi in modo inefficace sia di incorrere nel sovrallenamento. Al termine dell’allenamento, l’orologio e l’app Huawei Health generano anche una vera e propria curva della potenza per analizzare l’andamento dello sforzo.
Il RAI (Indice di Abilità di Corsa) è invece un valore numerico che valuta il livello generale del runner. Sul GT Runner 2, Huawei ha introdotto il “Single RAI”, ovvero l’indice calcolato sulla base di una singola sessione di allenamento, che si affianca al RAI generale, fornisce un “voto” e consente anche di confrontare le proprie prestazioni con quelle dei coetanei (a proposito di motivazione):
Un allenatore al polso
Il pezzo forte è l’Intelligent Marathon Mode, il programma specifico per la maratona che guida l’atleta in ogni fase: dalla creazione del piano di allenamento fino ai promemoria durante il giorno della gara, con l’obiettivo di raggiungere il record personale (PB) in modo scientifico.
Il percorso si articola in più fasi: prima la preparazione e piani di allenamento smart (Pre-gara), dove tramite l’applicazione Huawei Health (da scaricare al di fuori degli app store Apple e Android) si può selezionare un evento maratona ufficiale (nell’elenco ci sono praticamente tutte le gare ufficiali esistenti) oppure crearne uno personalizzato, con distanze che variano dai 2 ai 42 km. A questo punto, l’algoritmo esamina lo storico delle corse registrate sull’app (se presenti) e genera un piano di allenamento intelligente e personalizzato seguendo 5 passaggi: la valutazione preliminare della forma fisica attuale; l’impostazione delle preferenze dell’utente (si sceglie in quali giorni correre, quando fissare le corse lunghe e quando inserire gli allenamenti di forza); la definizione dell’obiettivo di tempo per la gara; la valutazione personale completa e generazione del focus di allenamento per l’intero programma. Il sistema calcola e inserisce autonomamente i giorni di riposo necessari per il recupero e, quando l’orologio si sincronizza con il piano, mostra un conto alla rovescia per il giorno della gara indicando quotidianamente quale specifico allenamento si deve affrontare.
Altre funzionalità molto utili sono quella di test e simulazione prima della maratona, per riprodurre le condizioni di gara e testare la preparazione, ma anche l’assistenza in gara che durante la competizione mette a disposizione una guida al ritmo (Virtual Pacer), uno Smart Refuel Reminder (Promemoria intelligente per quando bere acqua o assumere carboidrati e gel energetici) e infine la Dynamic Recovery Guidance: un sistema intelligente che calcola i tempi di recupero incrociando i dati degli allenamenti con lo stress e la qualità del sonno.
Infine, è importante sottolineare che sono oltre 100 gli sport supportati oltre alla corsa e che l’orologio consente anche di scaricare mappe per la navigazione offline. Il Huawei Watch GT Runner 2 è già disponibile in Italia al prezzo di 399 euro.
Una colonna sonora per ogni corsa
Per un corridore, la musica o i podcast possono rappresentare quella spinta in più per affrontare i chilometri più impegnativi durante l’allenamento. Le Huawei FreeBuds Pro 5 si presentano come auricolari compatti (solo 5,5 grammi ciascuno) e sono dotati di certificazione IP57, il che significa che sono resistenti a polvere, pioggia e soprattutto alle intense sudate durante gli allenamenti più impegnativi. Si tratta di un netto miglioramento rispetto al passato, ma anche della garanzia che siano adatti agli sportivi. Al loro interno troviamo un sistema acustico a doppio driver (un driver dinamico da 11 mm e un tweeter micro-planare) in grado di scendere fino a 10Hz per bassi profondi, perché quando ci si allena con le cuffie ci sono solo due tipi di corridori: chi ascolta musica tecno ed elettronica scelta con attenzione con gli stessi battiti per minuto (BPM) per dare ritmo alla corsa, e chi mente. La qualità audio è elevata, il suono è pieno e le diverse regolazioni disponibili tramite l’app dedicata delle FreeBuds Pro 5 consentono di personalizzare un’esperienza d’ascolto nel complesso molto soddisfacente.
Ma il vero punto di forza dei nuovi auricolari è il sistema di cancellazione del rumore (ANC) Dual-Engine guidato dall’intelligenza artificiale: Huawei dichiara un miglioramento del 220% nella riduzione del rumore rispetto al modello precedente, con un abbattimento fino a 47dB. Un risultato possibile grazie a un algoritmo AI che lavora in tandem con i microfoni per attenuare non solo i classici rumori urbani a bassa frequenza, ma anche il fastidioso fruscio del vento, tanto che – come abbiamo sperimentato direttamente – le cuffie riescono a mantenere le chiamate chiare anche con raffiche di vento fino a 10 m/s.
Chi scrive considera il noise canceling come l’ultimo baluardo contro la barbarie e i rumori molesti su treni, aerei e in ogni spazio pubblico, ma ovviamente sconsiglia l’abuso di questa funzione quando si cammina e soprattutto si corre in luoghi affollati. Per questo c’è anzi la Awareness Mode (Modalità Trasparenza) che ora è stata potenziata con l’algoritmo che rileva automaticamente l’ambiente e, se incrociate qualcuno che vi parla, abbassa in automatico la musica lasciando passare le voci in modo naturale.
L’autonomia delle Huawei FreeBuds Pro 5 garantisce fino a 9 ore di riproduzione senza ANC (38 ore totali con la custodia) e circa 5 ore con cancellazione attiva del rumore e audio ad alta risoluzione.
Conclusioni: Una combo perfetta per correre
L’utilizzo combinato del Huawei Watch GT Runner 2 e delle FreeBuds Pro 5 crea un’esperienza di allenamento davvero immersiva e fluida: se da un lato lo smartwatch si distingue per il suo design ultra-sottile, la traspirabilità del cinturino e l’infinità di dati che è in grado di raccogliere, dall’altro le cuffie alleviano la fatica di ogni performance con una qualità audio davvero buona e funzionalità efficaci sia per isolarsi dai rumori molesti, sia per rimanere “consapevoli” di ciò che accade intorno. Insieme
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