Apple presenta Siri in forma di chatbot, ma con caratteristiche distintive rispetto a ChatGPT.

Apple presenta Siri in forma di chatbot, ma con caratteristiche distintive rispetto a ChatGPT. 1

Apple sarebbe impegnata in un cambiamento significativo di Siri, con l’intento di sostituire l’attuale interfaccia dell’assistente con un’esperienza conversazionale autentica, simile per dinamica a quella dei chatbot attuali, ma integrata direttamente nel sistema operativo. Questa informazione proviene da un rapporto di Bloomberg redatto da Mark Gurman e viene ripresa da Reuters, 9to5Mac e The Verge, con dettagli che coincidono riguardo al nome in codice, alle piattaforme coinvolte e alle tempistiche.

Il progetto interno sarebbe denominato Campos e andrebbe a sostituire l’interfaccia Siri presente su iPhone, iPad e Mac, evolvendosi in un chatbot di sistema richiamabile, come avviene oggi, con “Ehi Siri” o tramite il tasto laterale, ma con un’interazione più continuativa e testuale oltre che vocale.

Una nuova interfaccia

Siri non solo diventerà più intelligente, ma si trasformerà in un’interfaccia principale per interagire con i dispositivi Apple. Cambierà radicalmente l’esperienza finale: un assistente tradizionale tende a gestire richieste isolate, mentre un chatbot mira a mantenere il contesto e a sviluppare un dialogo, consentendo di affinare una richiesta con risposte e precisazioni successive. Il valore risiederebbe principalmente nell’operatività: un assistente conversazionale diventa utile quando connette intenzioni e azioni, cioè quando non si limita a spiegare, ma aiuta a realizzare, mantenendo coerenza tra quanto richiesto, quanto è già stato comunicato e ciò che il sistema è in grado di eseguire.

Dall’assistente alla conversazione

Siri è presente dal 2011, e per anni l’interazione è stata concepita come una sequenza di richieste singole: fai una domanda, ricevi una risposta, fine. La transizione evocata dal rapporto è invece quella della continuità: un dialogo che mantiene il contesto, che può svilupparsi a voce o per iscritto, e che si comporta come un interlocutore unico attraverso più compiti e applicazioni.

La nuova Siri sarebbe conosciuta internamente come Campos e secondo 9to5Mac avrebbe funzioni molto ampie: ricerca sul web, creazione di contenuti, generazione di immagini, sintesi di informazioni e analisi di file caricati, oltre all’utilizzo di dati personali per completare attività e trovare elementi specifici nel dispositivo, come file, brani musicali, eventi in calendario e messaggi.

Fondamentale sarà l’integrazione nelle applicazioni di sistema. Siri avrebbe accesso a Mail, Musica, Podcast, TV, Foto e persino Xcode, con la possibilità di eseguire azioni mirate senza uscire dal flusso. Si potrà, ad esempio, chiedere di trovare una foto in base al suo contenuto e modificarla secondo preferenze specifiche, oppure scrivere un’email partendo dai piani già presenti nel calendario.

Qui emerge una differenza sostanziale rispetto ai chatbot di terze parti: molti possono scrivere bene o riassumere in modo efficace, ma raramente possiedono un accesso profondo e coerente al sistema operativo e alle applicazioni principali.

Gemini, Google Cloud e una Siri più intelligente

Mark Gurman su X sostiene che Campos potrebbe essere basato su Gemini, eseguito su cloud e TPU (Tensor Processing Unit) di Google. Questo è significativo perché suggerisce una Siri capace di scalare notevolmente in termini di potenza rispetto a un approccio esclusivamente on-device, soprattutto per compiti complessi.

Secondo Daring Fireball, la rinascita di Siri avverrebbe in due fasi: un passaggio intermedio previsto su iOS 26.4, seguito dal vero salto con Campos in iOS 27. L’assistente utilizzerebbe Apple Foundation Models versione 10 per la prima fase e versione 11 per la seconda: d’altra parte, sul blog di Google è pubblicata una dichiarazione congiunta che menziona una collaborazione pluriennale, in cui la prossima generazione di Apple Foundation Models sarebbe basata su Gemini e tecnologia cloud di Google, con riferimento esplicito a funzionalità future di Apple Intelligence e a una Siri più personalizzata “quest’anno”. La nuova Siri potrebbe quindi essere presentata alla WWDC di giugno e debuttare ufficialmente a settembre. Cambiare modello di LLM e rinnovare l’interfaccia sono due rivoluzioni distinte: la prima può essere invisibile, la seconda influisce su abitudini, aspettative, flussi di lavoro e richiede un livello di qualità molto elevato per non trasformarsi in frustrazione quotidiana. In questo senso, anche la presentazione agli sviluppatori in anteprima avrebbe senso, poiché consentirebbe di utilizzare il tempo prima del rilascio definitivo per correggere bug e comportamenti anomali.

Una spilla AI nel 2027

Nell’articolo di Reuters si accenna anche a un’altra indiscrezione: Apple starebbe valutando la possibilità di produrre una spilla dotata di telecamere, microfono e ricarica wireless, che potrebbe arrivare già nel 2027. In questo modo, la nuova Siri conversazionale potrebbe essere utilizzata su dispositivi molto diversi da iPhone e Mac, e Cupertino potrebbe trovarsi pronta a competere con OpenAI nel suo stesso settore: molti analisti prevedono che l’azienda di Sam Altman lancerà questo autunno i primi wearable con , progettati con l’apporto fondamentale di Jonathan Ive, il designer di Apple che ha creato l’iMac e l’iPhone.

Cosa sappiamo

Attualmente, ovviamente, non c’è alcuna conferma ufficiale da parte di Apple, ma solo una serie di rapporti coerenti, attribuiti a fonti interne e ripresi da testate affidabili, con un nome in codice ripetuto in modo costante e con dettagli tecnici che seguono una logica industriale, soprattutto se l’obiettivo è potenziare Siri rapidamente avvalendosi di un partner come Google. Negli ultimi anni, dirigenti come Craig Federighi e Greg Joswiak hanno ribadito più volte che la loro strategia non è quella di creare “solo un altro chatbot”, ma di integrare funzioni di intelligenza nelle applicazioni e nei flussi quotidiani, “in contesto”, senza un’app chat separata. Di conseguenza, è probabile che non avremo mai una ChatGPT brandizzata Apple, accessibile a tutti, con o senza abbonamento, ma una Siri molto più intelligente, comunicativa e attenta.

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