Arriva la pubblicità su ChatGPT
Alla strategia di crescita di OpenAI si aggiunge un nuovo elemento quasi ogni giorno. Oggi, l’azienda di Sam Altman ha reso noto l’avvio di test pubblicitari su ChatGPT, un passo che rappresenta un cambiamento significativo nella monetizzazione del prodotto più popolare della società. La sperimentazione inizierà nelle prossime settimane negli Stati Uniti e coinvolgerà gli utenti loggati della versione gratuita e del piano ChatGPT Go, mentre i piani Plus, Pro, Business ed Enterprise rimarranno privi di pubblicità.
Perché OpenAI introduce le pubblicità
Secondo OpenAI, la pubblicità è necessaria per mantenere l’accesso a costi contenuti, garantendo un livello gratuito e un piano economico, in un contesto dove i costi di calcolo continuano a essere il principale limite alla scalabilità. L’intento è quello di trasformare ChatGPT in una piattaforma commerciale controllata, senza integrare la pubblicità nelle risposte organiche dell’assistente.
Le pubblicità saranno visualizzate in una sezione separata in fondo alla conversazione, chiaramente etichettate e collegate a prodotti o servizi pertinenti al tema discusso nella chat. L’azienda assicura che gli inserzionisti non avranno la possibilità di influenzare le risposte di ChatGPT e che le inserzioni saranno mantenute distinte dal contenuto generato.
Privacy e trasparenza
Le pubblicità potrebbero dipendere da ciò che viene digitato, ma OpenAI afferma di non vendere dati agli inserzionisti e di fornire controlli agli utenti, come la possibilità di disattivare la personalizzazione e gestire i dati associati alla pubblicità. Inoltre, le pubblicità non dovrebbero essere visualizzate dai minori e saranno escluse da ambiti considerati sensibili, prestando particolare attenzione a temi quali salute e politica.
Per l’utente gratuito, l’esperienza è simile a quella di molte piattaforme digitali: servizio accessibile in cambio di esposizione commerciale, con la possibilità di passare a un piano privo di pubblicità. La differenza è che qui la pubblicità non “interrompe” un feed, ma appare accanto a una conversazione che spesso contiene necessità, intenzioni e dettagli personali molto più ricchi rispetto a una semplice ricerca. È proprio questa abbondanza di contesto a rendere l’operazione delicata dal punto di vista della fiducia.
Cosa implica per il marketing
Se il test verrà ampliato, ChatGPT introdurrà un formato pubblicitario innovativo: non basato su parole chiave isolate, ma su intenti ricostruiti attraverso il dialogo. In sostanza, non verrà semplicemente mostrato un annuncio, ma questo apparirà nel momento in cui l’utente sta prendendo decisioni, valutando alternative o richiedendo consigli. Per le aziende, ciò potrebbe generare una competizione diversa rispetto a quella dei motori di ricerca tradizionali, con un’attenzione maggiore a pertinenza, reputazione e chiarezza dell’etichettatura “sponsorizzato”.
OpenAI promette pubblicità distinte e risposte autonome. Tuttavia, come già avviene con Google, il problema risiede nel fatto che la percezione dell’utente è tanto importante quanto l’architettura tecnica, e non è detto che le misure adottate siano sufficienti: etichette chiare, spiegazioni sul motivo per cui si vede un annuncio, strumenti di feedback e rimozione.