Cento milioni per la nuova impresa che anticipa i pagamenti degli affitti ai proprietari.

Cento milioni per la nuova impresa che anticipa i pagamenti degli affitti ai proprietari. 1

Da sinistra, Gianluca Fioranelli, Marco Grassi e Yilang Chen, fondatori di Rent2Cash. 

Circa un anno fa, si trattava di una startup agli inizi. Oggi Rent2Cash ha concluso un round di finanziamento superiore ai 100 milioni di euro, con l’intento di affermarsi come attore principale nella finanza immobiliare europea. La startup creata da Gianluca Fioranelli, Yilang Chen e Marco Grassi ha sviluppato un modello semplice nell’idea, ma complesso nella realizzazione: acquistare i crediti derivanti dai contratti di locazione, fornendo liquidità immediata ai proprietari, e incassare successivamente i canoni futuri.

“Abbiamo avviato l’operazione nel 2024, partendo da un segmento dedicato ai ticket più piccoli, quindi contratti di locazione con privati e piccole aziende”, racconta Fioranelli. “Inizialmente, essendo un’idea così innovativa, eravamo piuttosto cauti. Tuttavia, abbiamo ricevuto migliaia di richieste in pochi giorni. Quello che era concepito come un progetto pilota, con i primi 3 milioni investiti, ha avuto un esito molto positivo e in tempi molto più rapidi del previsto”. Il successo iniziale ha suscitato l’interesse degli investitori istituzionali. Dopo trattative parallele con una banca d’investimento internazionale e un fondo, nel 2025 è avvenuto il closing con quest’ultimo, consentendo di avviare e lanciare un nuovo comparto: quello dei big ticket.

Dal privato all’istituzionale: cosa sono i big ticket

“Per big ticket intendiamo contratti di locazione il cui canone mensile sia significativo e rilevante, con controparti che sono generalmente multinazionali, aziende di medie e grandi dimensioni, oppure enti pubblici e parastatali”, chiarisce il fondatore. “Il ticket minimo di ingresso per questo nuovo comparto è di 200.000 euro, e operiamo su canoni mensili di almeno 10.000 euro al mese”.

La logica di base rimane invariata rispetto al modello originale: Rent2Cash acquista i crediti futuri derivanti dal contratto di affitto, fornendo liquidità immediata al locatore. L’orizzonte temporale varia da un minimo di 12 a un massimo di 48 mesi. Un esempio pratico: “Possiedi un immobile in affitto con un canone di 5.000 euro al mese: in un anno accumuli 60.000 euro, in due anni 120.000. Ti rivolgi a noi perché desideri liquidità immediata — per effettuare nuovi investimenti, ristrutturare il patrimonio immobiliare esistente, o per altre esigenze. Noi presentiamo un’offerta che considera uno sconto finanziario, poiché anticipiamo oggi e incassiamo periodicamente nel tempo”, spiega il fondatore.

Il profilo del cliente varia a seconda del comparto. Nel segmento dei big ticket, si tratta principalmente di società immobiliari strutturate, con patrimoni da 5-10 milioni in su, che possiedono più immobili a reddito e utilizzano Rent2Cash come leva finanziaria alternativa al canale bancario. Nel comparto residenziale originario, invece, accedono anche privati che cercano liquidità rapida o una protezione implicita contro la morosità dell’inquilino: in caso di mancato pagamento, è Rent2Cash a gestire le azioni di recupero crediti, grazie a una società interna del gruppo dedicata a questa funzione.

Il round: chi ha investito e perché

Il round è stato guidato da un fondo di investimento internazionale con circa 3 miliardi di asset under management, attivo in cinque giurisdizioni: Spagna, Portogallo, Italia, Germania e Francia. I fondatori hanno scelto di non rivelare il nome per non anticipare movimenti in corso su altri comparti. “Abbiamo in pipeline anche un altro investitore su un comparto diverso, e non vogliamo creare favoritismi”, ammette Fioranelli.

Non è un dettaglio trascurabile che l’investitore operi esattamente nei mercati in cui Rent2Cash intende espandersi. “È una sinergia naturale di “, conferma il management. La struttura del round consente alla società di amplificare la capacità di funding per nuove operazioni, scalare il modello operativo mantenendo elevati standard di underwriting, e strutturare operazioni su controparti pubbliche e istituzionali con contratti di lungo periodo.

Tra i primi investimenti già conclusi c’è l’acquisizione dei canoni su un Trophy Building nel centro di , adibito a direzione generale di una primaria società infrastrutturale. Altri immobili sono in fase di valutazione, con closing attesi nelle prossime settimane.

Sul fronte della crescita, i numeri che il management condivide sono chiari nella direzione anche se volutamente sintetici nei dettagli. “Nel 2025 abbiamo registrato un incremento di 3 volte rispetto al 2024. L’obiettivo per il 2026, considerando che abbiamo già iniziato a implementare una prima parte del deployment, è raggiungere almeno un 4-5 volte rispetto al 2025, quindi parliamo di un target di almeno 40-50 milioni“.

Dalla nascita della piattaforma sono pervenute circa 2.000 richieste, e la società ha già realizzato circa 15 milioni di euro in operazioni concluse. Il team conta attualmente una ventina di persone tra interni e collaboratori diretti, con l’intenzione di assumere almeno 5-6 risorse entro il 2026, focalizzandosi sulla parte commerciale — con profili senior per la gestione delle relazioni con i clienti istituzionali — e sulla credit automation.

L’espansione europea e i nuovi verticali

Nei prossimi 24 mesi Rent2Cash punta sull’internazionalizzazione. I primi mercati target sono Spagna, Francia e Portogallo, scelti per affinità normativa, profondità del mercato locativo e presenza di asset istituzionali. Il piano prevede l’apertura di partnership locali, l’adattamento della piattaforma tecnologica ai diversi contesti regolatori, e la creazione di subsidiary.

Parallelamente, la società sta lavorando da circa tre-quattro mesi — coinvolgendo tutti i reparti, dalla parte commerciale alla legal — a un nuovo verticale che non riguarderà i contratti di locazione ma altri asset caratterizzati da flussi di cassa certi e contrattualizzati. “Può trattarsi di noleggio o altre tipologie di contratti, l’elemento comune è sempre la presenza di pagamenti periodici predeterminati su cui possiamo offrire il nostro prodotto di anticipo”, anticipa il fondatore, senza entrare nel dettaglio per ovvie ragioni competitive.

L’obiettivo dichiarato nel medio periodo è costruire una piattaforma europea del rental advance capace di gestire portafogli multi-paese e operazioni cross-border. Un altro round è già in programma, con un investitore che conosce il fondo attuale e che starebbe valutando di entrare nel comparto diverso.

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