CES 2026, cosa vedremo alla fiera che ogni anno anticipa il futuro

CES 2026, cosa vedremo alla fiera che ogni anno anticipa il futuro 1

Mentre i jet privati atterrano all’Harry Reid International Airport e i giganteschi striscioni promozionali decorano gli hotel sulla strip come il Luxor, il Venetian e il Mandalay Bay, l’atmosfera che avvolge Las Vegas alla vigilia del Consumer Electronics Show (CES) è senza dubbio differente rispetto agli anni passati.

Se il biennio 2024-2025 è stato caratterizzato da un entusiasmo frenetico e a volte caotico per l’intelligenza artificiale generativa – con piccole startup e grandi marchi desiderosi di applicare l’etichetta “AI” su qualsiasi superficie disponibile – il 2026 si prefigura come l’anno in cui l’eccitazione lascia spazio a applicazioni sostenibili.

Non ci troviamo più di fronte a promesse vaghe di chatbot onniscienti relegati nel cloud. A Las Vegas assisteremo alla definitiva manifestazione della “Physical AI”: l’intelligenza sta scendendo dal cielo digitale per incarnarsi in silicio, metallo e polimeri dei dispositivi che affollano le nostre case, le nostre automobili e il nostro stile di vita in movimento.

Stiamo parlando quindi di un’IA che si presenta attraverso una presenza fisica concreta e, per la prima volta, potenzialmente utile in modo proattivo.

La battaglia dei display: oltre il pixel, verso la luce pura

Il settore dei display rappresenta, storicamente e tecnologicamente, il fulcro del CES. È qui che la legge di Moore si intreccia con la percezione umana, spingendo ogni anno i limiti di risoluzione, luminosità e accuratezza cromatica. Il CES 2026 dimostrerà che la competizione non si limita più a un semplice incremento del numero di pixel (l’8K è ormai una realtà consolidata ma ancora di nicchia), ma si è spostata sulla qualità del pixel stesso e sulla sua capacità di integrarsi nell’ambiente domestico.

Samsung e LG, i due giganti coreani che solitamente a Las Vegas stabiliscono l’agenda globale dell’intrattenimento domestico, arrivano nella città dei casinò con strategie contrastanti che riflettono visioni divergenti sulla natura dell’.

Samsung punterà su Micro LED e Micro RGB

Per anni, l’industria ha considerato il Micro LED come il “Santo Graal” della tecnologia dei display: la promessa di combinare il contrasto infinito dell’OLED con la luminosità e la durata dell’LCD, senza i rischi di degradazione organica.

Per Samsung, che ha investito miliardi in questa direzione, il 2026 sarà quasi sicuramente l’anno della maturità commerciale.

La novità più importante attesa all’evento organizzato dall’azienda sudcoreana, intitolato “The First Look” e previsto per domenica 4 gennaio all’hotel Wynn, è l’espansione della gamma TV Micro RGB, disponibile nei modelli da 55, 65, 75, 85, 100 e 115 pollici. “Con l’ampliamento della gamma 2026, introduciamo una nuova categoria premium, adatta a tutti gli spazi abitativi di oggi, senza compromettere gli standard più elevati di qualità dell’immagine”, ha già dichiarato Hun Lee, Executive Vice President di Visual Display (VD) Business di Samsung Electronics.

Contrariamente alle iterazioni precedenti o alle soluzioni ibride che utilizzavano filtri colore su LED bianchi o blu, la tecnologia Micro RGB prevede l’utilizzo di tre chip LED distinti e microscopici (sotto i 100 micrometri) per ciascun pixel: uno rosso, uno verde e uno blu. Questi emettono luce in modo indipendente, eliminando completamente la necessità di retroilluminazione e filtri, garantendo una purezza spettrale che i tradizionali WOLED (White OLED) o LCD non possono fisicamente raggiungere.

Sul fronte Micro LED, le indiscrezioni confermano che Samsung è pronta a espandere la gamma in modo aggressivo. Oltre ai mastodontici “Wall” da 100 e 115 pollici destinati a residenze di lusso e yacht, vedremo finalmente modelli “domestici” da 55, 65, 75 e 85 pollici. L’introduzione di un modello da 55 pollici è particolarmente significativa: dimostra che Samsung è riuscita a ridurre i moduli LED a un livello tale da mantenere una risoluzione 4K anche su superfici più piccole, una sfida ingegneristica notevole dato che ridurre il “pitch” (la distanza tra i pixel) aumenta esponenzialmente la complessità. Sebbene i prezzi rimarranno verosimilmente elevati – più vicini a quelli di auto utilitarie che alle TV tradizionali – questo segna l’inizio della discesa del Micro LED verso il mercato consumer di massa.

L’intelligenza artificiale di Samsung applicata all’Immagine

L’hardware, per quanto sofisticato, è inutile senza un controllo adeguato. I nuovi pannelli Micro RGB saranno gestiti dal processore AI Motion Enhancer Pro. In un’epoca in cui i contenuti sportivi e d’azione sono fruiti in streaming con compressioni spesso aggressive, la capacità del processore di interpolare e migliorare il movimento senza generare l’odiato “effetto soap opera” è cruciale.

Inoltre, Samsung sta preparando il terreno per una battaglia degli standard con l’introduzione di HDR10+ Advanced. Questa evoluzione dell’HDR10+ è progettata per competere direttamente con il Dolby Vision, offrendo un tone mapping dinamico che non si limita a leggere i metadati scena per scena, ma adatta la curva di luminosità in base al genere del contenuto riconosciuto dall’AI e alle condizioni di illuminazione ambientale.

È un tentativo di colmare il gap percettivo con il formato proprietario di Dolby, offrendo ai creatori di contenuti e agli utenti un controllo ancora più dettagliato sulla resa visiva.

LG Electronics: una nuova tv per esporre l’arte in salotto

Se Samsung punta sulla potenza della tecnologia inorganica, LG risponde con una strategia asimmetrica brillante, attaccando su due fronti distinti: consolidando il suo dominio incontrastato nell’OLED per i puristi e invadendo il territorio “Lifestyle” di Samsung con una scelta tecnologica sorprendente.

Per quasi un decennio, la serie “The Frame” di Samsung ha dominato senza rivali una nicchia estremamente redditizia: i televisori che si fingono opere d’arte. LG ha tentato timidamente di entrare in questo mercato in passato, ma al CES 2026 sferrerà l’attacco decisivo con il nuovo LG Gallery TV. Quello che colpisce è la scelta del pannello: LG, la regina dell’OLED, utilizzerà la tecnologia Mini LED per questo prodotto specifico.

L’azienda sudcoreana ha buone motivazioni: una tv-quadro deve rimanere accesa per ore visualizzando immagini statiche, spesso in salotti inondati di . Il Mini LED offre picchi di luminosità superiori rispetto all’OLED standard, necessari per conferire alle riproduzioni d’arte quella “texture” materica che le fa sembrare tele reali e non schermi retroilluminati, specialmente durante il giorno.

Inoltre, il Mini LED elimina alla radice il problema del burn-in (ritenzione dell’immagine) che ancora affligge la tecnologia organica quando visualizza elementi statici per lunghi periodi.

Per competere con l’Art Store di Samsung, LG lancerà LG Gallery+, un servizio in abbonamento con oltre 4.500 opere curate. Ma il vero asso nella manica è l’integrazione dell’IA generativa tramite il processore Alpha 7, che permetterà agli utenti di creare arte unica basata su prompt o sull’atmosfera della stanza, trasformando la televisione in un artista digitale residente.

L’Egemonia OLED di LG: la serie G6 e il “wallpaper” rinato

Per l’appassionato di home cinema che cerca il nero assoluto, LG non ha abbandonato il campo. Anzi, le indiscrezioni indicano che LG al CES 2026 compirà un salto generazionale con la serie OLED G6 con pannelli Hyper Radiant a 165 Hz, maggiore luminosità e tagli fino a 97 pollici.

Il termine chiave, non vi sarà sfuggito, è “Hyper Radiant”. Dietro questa definizione si cela l’adozione su larga scala della tecnologia Tandem OLED. Originariamente sviluppata per il settore automotive e per gli iPad Pro per garantire longevità e luminosità, la struttura Tandem impila due strati di emettitori organici uno sopra l’altro.

I benefici previsti riguardano luminosità – si parla di un incremento fino al 390% rispetto ai modelli entry-level (serie B), con picchi teorici che potrebbero raggiungere i 3.300 nits – efficienza e durata: dividendo lo stress elettrico su due strati, la vita utile del pannello aumenta significativamente.

Inoltre, si vocifera che al CES 2026 tornerà la leggendaria serie W (Wallpaper) con il modello W6.

Dopo essere stata assente per anni, questa linea ultra-sottile che si attacca magneticamente al muro potrebbe beneficiare della nuova Zero Connect Box (introdotta sulla serie M), eliminando anche l’ultimo cavo di alimentazione visibile e realizzando finalmente il sogno del “foglio di vetro” sospeso.

Oltre il rettangolo nero: proiettori e trasparenza

La competizione non si combatte solo sui pannelli fissi. Samsung presenterà al CES il nuovo Freestyle+, evoluzione del suo proiettore portatile di successo. La nuova versione integra capacità “Smart AI” per un setup istantaneo ancora più preciso e, inoltre, la possibilità di combinare l’immagine di due unità per creare schermi panoramici ultrawide (21:9) senza soluzione di continuità visibile.

Parallelamente, Hisense continuerà a spingere sulla proiezione laser a tiro ultra-corto (come il modello PX4-Pro), ma il vero trend emergente sarà la trasparenza.

Dopo i prototipi Micro LED trasparenti del 2024, ci aspettiamo di vedere applicazioni commerciali concrete: finestre che diventano TV e vetrine interattive che integrano informazioni digitali sul mondo reale, una fusione perfetta tra “Physical AI” e display.

Il ritorno di Ballie: da gadget a hub mobile

Al CES 2026, l’AI smette di essere una semplice funzione confinata a uno smart speaker e promette di diventare mobile e onnipresente. Come accennato, siamo nell’era della “Physical AI”: macchine che percepiscono lo spazio tridimensionale, comprendono il contesto umano e agiscono fisicamente per modificarlo.

C’è un misto di scetticismo e speranza che circonda Ballie, il piccolo robot sferico giallo di Samsung. Presentato originariamente al CES nel 2020 come concept e reintrodotto nel 2024 con un proiettore integrato, Ballie ha mancato la sua finestra di lancio prevista per il 2025.

Tuttavia si ritiene che Samsung farà un nuovo, deciso tentativo al CES 2026. La differenza questa volta non risiede nell’hardware, ma nel “cervello”. Si dice che Ballie non sarà più solo un proiettore che rotola ma l’incarnazione fisica di Google Gemini e dell’ecosistema SmartThings di Samsung.

La visione è quella di un “compagno IA” che pattuglia la casa, proietta videochiamate o ricette sulle pareti, controlla gli animali domestici e funge da sensore mobile per la domotica.

La sfida per Samsung sarà convincere il pubblico che un assistente mobile è superiore a uno statico e, soprattutto, annunciare finalmente un prezzo e una data di uscita reali. Senza questi dettagli, Ballie rischia di essere archiviato ancora una volta come eterno prototipo in cerca dell’effetto wow.

LG CLOiD: la robotica diventa utile

Mentre Samsung punta sull’empatia e la proiezione, LG sembra concentrarsi sull’utilità fisica concreta. AL CES 2026 dovremmo vedere il robot CLOiD: un assistente domestico dotato di due braccia articolate a sette gradi di libertà.

A differenza dei robot aspirapolvere o dei semplici “monitor su ruote”, CLOiD è progettato per interagire con l’ambiente circostante: potrà raccogliere oggetti dal pavimento, caricare la lavastoviglie, forse persino piegare il bucato.

Questo rappresenta un salto di complessità enorme nella “Physical AI”. Richiede non solo visione artificiale per riconoscere un calzino sporco, ma anche una comprensione fisica della sua texture e peso per manipolarlo senza distruggerlo o lasciarlo cadere.

NVIDIA: il dominio della Serie 50 e lo shock dei prezzi

Nessun annuncio è più atteso nel mondo gaming e prosumer della nuova generazione di GPU NVIDIA GeForce RTX Serie 50 (architettura Blackwell). Nonostante alcune voci suggeriscano possibili ritardi, il consenso tra i leaker e gli analisti è che il CES sarà il palcoscenico per il debutto della RTX 5090.30.

Le specifiche trapelate delineano un quadro di potenza inaudita: si parla dell’adozione delle memorie GDDR7, di bus di memoria ampliati a 512-bit e di un numero di CUDA core che farà impallidire la già potente 4090. Produttori come MSI stanno già preparando le edizioni “Lightning” dotate di sistemi di dissipazione esotici per gestire il calore generato.

Ma c’è una nube oscura su questo possibile lancio: il prezzo. Il mercato dei semiconduttori è sotto pressione. La domanda insaziabile di chip per i data center (dove NVIDIA realizza i veri margini) e la scarsità di memorie ad alta larghezza di banda (HBM e GDDR7) stanno creando una tempesta perfetta. Sono previsti aumenti di prezzo significativi. Tutto ciò rischia di trasformare il gaming su PC di fascia alta in un hobby sempre più elitario, allontanando ulteriormente la massa. Il CES 2026, da questo punto di vista, potrebbe fornire indicazioni cruciali.

Lo scontro delle NPU: Intel Panther Lake vs. Qualcomm Snapdragon X2

Se la GPU rappresenta i muscoli, la NPU (Neural Processing Unit) è ormai considerata la nuova corteccia cerebrale. Nel 2026 assisteremo a un confronto diretto per il dominio degli AI PC. La battaglia inizia, ovviamente, al CES.

Intel a Las Vegas metterà in campo il Panther Lake (Core Ultra Series 3). I nuovi chip, costruiti sul processo 18A (1.8 nanometri), promettono un notevole incremento di efficienza. Le indiscrezioni parlano di un miglioramento del 50% nelle prestazioni AI rispetto a Lunar Lake, che andrebbero a consolidare la capacità di eseguire modelli linguistici locali (SLM) direttamente sul laptop senza compromettere l’autonomia.

Dopo aver scosso il duopolio x86 nel 2024/25, Qualcomm tornerà a Las Vegas con il nuovo Snapdragon X2, puntando tutto sulla potenza bruta multicore.

Le indiscrezioni parlano di varianti “Extreme” a 18 core (contro i 12 attuali) capaci di raddoppiare i punteggi nei benchmark sintetici, sfidando Apple Silicon M4 e le soluzioni AMD di fascia alta.

Lenovo e l’innovazione radicale dei formati

Lenovo, il più grande produttore di PC al mondo, utilizza tradizionalmente il CES come parco giochi per i suoi concept più futuristici. L’edizione 2026 non dovrebbe fare eccezione.

Dopo aver esplorato in passato laptop trasparenti, questo potrebbe essere l’anno del Legion Rollable. Immaginate un laptop da gaming apparentemente standard da 16 pollici che, alla pressione di un tasto, si srotola orizzontalmente trasformandosi in un mostro ultrawide 21:9. Questa tecnologia OLED flessibile risolverebbe l’eterno dilemma tra portabilità e

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