CES 2026, Lisa Su e la corsa al calcolo per l’IA: AMD sfida Nvidia con OpenAI e un robot italiano

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LAS VEGAS – Presso il Venetian, l’hotel che con i suoi canali e gondolieri cerca di ricreare l’atmosfera di , il keynote di Lisa Su, CEO di AMD, ha dato il via al CES 2026, la fiera di elettronica di consumo più importante al mondo.

Il suo intervento è avvenuto poche ore dopo quello di Jensen Huang, CEO di Nvidia, che al Fontainebleau Theatre, situato a pochi chilometri lungo la Strip, ha attirato oltre duemila spettatori per condividere la sua visione riguardo chip, guida autonoma e robotica, riassunta nel concetto di “intelligenza artificiale fisica”.

I due leader aziendali, così vicini in termini di tempo, hanno tentato di delineare il futuro dell’industria nel prossimo ciclo di investimenti sull’intelligenza artificiale.

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Lisa Su, CEO di AMD 

L’IA come priorità principale

Su ha esordito senza mezzi termini: “Non sarà una sorpresa per nessuno sapere che questa sera è interamente dedicata all’intelligenza artificiale”, ha dichiarato dal palco, presentando l’evento come una vetrina della potenza computazionale di AMD.

Alle sue spalle scorrevano slogan come “L’IA è ovunque” e “L’IA è accessibile a tutti”.

Poco dopo ha evidenziato l’importanza strategica del tema: l’intelligenza artificiale è “la tecnologia più significativa degli ultimi cinquant’anni” ed è “innegabilmente la priorità numero uno per AMD”. Secondo le sue proiezioni, nei prossimi cinque anni cinque miliardi di persone utilizzeranno l’IA quotidianamente.

La domanda di potenza computazionale e l’arrivo di OpenAI

“Non abbiamo nemmeno lontanamente sufficiente potenza di calcolo per realizzare tutto ciò che potremmo”, ha affermato Su, richiamando un problema ben noto alle grandi aziende e agli esperti del settore.

Subito dopo l’annuncio di una nuova GPU – la MI440X, una versione della serie MI400 pensata per essere installata direttamente nei data center aziendali e dichiarata dieci volte più potente rispetto a chip precedenti come il MI355X – Su ha cambiato tono, invitando a sorpresa sul palco Greg Brockman, co-fondatore e presidente di OpenAI, noto come stretto e fidato alleato di Sam Altman.

L’intervento di Greg Brockman, simbolo della collaborazione strategica con OpenAI

L’ingresso di Brockman è stato accolto dalla CEO di AMD con una battuta divertente. “Ogni volta che ci incontriamo, mi dici che hai bisogno di più potenza di calcolo”, ha osservato Su, collegando la narrazione di AMD all’incessante richiesta di risorse computazionali da parte delle grandi aziende dedite allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

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Lisa Su insieme a Greg Brockman di OpenAI 

“Ciò che desideriamo dall’IA non è solo un incremento della produttività, ma la possibilità di affrontare problemi che oggi sembrano impossibili: curare malattie, rivoluzionare l’istruzione e sviluppare nuove fonti di energia – ha dichiarato Brockman -. Per raggiungere questi obiettivi, abbiamo bisogno di ogni tipo di potenza di calcolo possibile. Il limite attuale non è la nostra creatività, ma quanti chip riusciamo a installare nei data center”.

L’intervento di Brockman non è stato affatto casuale. Lo scorso ottobre, OpenAI ha formalizzato un accordo strategico di grande rilevanza con AMD, impegnandosi ad acquistare una quantità significativa di chip per l’intelligenza artificiale, pari a circa 6 gigawatt di capacità complessiva.

L’intesa prevede anche l’assegnazione a OpenAI di warrant, strumenti finanziari che danno il diritto di acquistare in futuro azioni AMD a un prezzo già stabilito. In questo caso, i warrant potrebbero tradursi nell’acquisto fino a 160 milioni di azioni, una percentuale potenziale di circa il 10 per cento del capitale, legata al raggiungimento di specifici obiettivi di performance.

L’operazione ha notevolmente rafforzato la posizione di AMD nel mercato dell’intelligenza artificiale, in competizione con Nvidia, garantendo prospettive di ricavi significative negli anni a venire. OpenAI si assicura la possibilità di entrare nel capitale di AMD, mentre si impegna ad acquisti su larga scala di chip a partire dal 2026, funzionali all’espansione della propria capacità di calcolo.

“Abbiamo utilizzato i nostri modelli di IA per progettare i nuovi chip MI450 – ha dichiarato Brockman ai partecipanti del CES -. L’IA ha individuato ottimizzazioni che ai nostri ingegneri avrebbero richiesto mesi. È un circolo virtuoso: impieghiamo l’IA per costruire hardware migliore, che a sua volta consente di creare un’IA ancora più potente”.

Da ChatGpt alla crescita esponenziale

Brockman ha anche discusso del successo di , descritto come un fenomeno che è esploso all’improvviso, frutto però di “sette anni di lavoro”. Il cofondatore di OpenAI ha aggiunto che attualmente le persone utilizzano i prodotti dell’azienda per molto più che semplici ricerche testuali, trovando modi personali e quotidiani per trarne vantaggio. “Quello che stiamo realmente osservando sono miglioramenti tangibili nella vita delle persone”, ha affermato.

A supporto di questa affermazione, ha citato il settore sanitario, affermando che in alcuni casi ChatGpt ha contribuito a salvare delle vite.

Brockman ha raccontato un episodio interno all’azienda: una collaboratrice di OpenAI, dopo aver utilizzato il sistema, avrebbe convinto il marito a tornare in ospedale per un dolore alla gamba inizialmente sottovalutato. Secondo Brockman, si è poi rivelato essere una trombosi venosa profonda.

Su ha chiesto a Brockman di spiegare perché la domanda di potenza di calcolo sia diventata così impellente. E lui ha risposto che negli ultimi anni OpenAI ha triplicato annualmente il proprio fabbisogno di calcolo, seguendo un ritmo di crescita costante. Un’espansione che, ha aggiunto Brockman, si è riflessa anche nei ricavi dell’azienda, aumentati con la stessa progressione.

Oltre l’IA generativa: spazio e mondo fisico

Durante il keynote di Lisa Su è salita sul palco anche Fei-Fei Li, una delle figure più influenti nel campo della ricerca sull’intelligenza artificiale e attualmente alla guida di World Labs, startup da lei cofondata che sviluppa modelli di “intelligenza spaziale”, capaci di comprendere e interagire con il mondo fisico in tre dimensioni.

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Lisa Su insieme a Fei-Fei Li 

L’intervento della scienziata ha spostato l’attenzione oltre l’IA generativa tradizionale, verso sistemi capaci di percepire lo spazio, il movimento e il contesto. “Stiamo entrando in una nuova fase dell’intelligenza artificiale, in cui le macchine non si limiteranno a leggere e scrivere, ma cominceranno a vedere e agire nel mondo reale”, ha affermato Li, collegando questa evoluzione alla robotica, all’automazione e alla scienza.

Su ha colto il tema, inserendolo nella strategia industriale di AMD: “Per rendere possibile questa nuova generazione di IA sono necessarie piattaforme di calcolo potenti, aperte e affidabili”, ha dichiarato, mettendo in evidenza il ruolo dell’hardware come fattore abilitante per la ricerca e per le applicazioni pratiche.

Il dialogo tra le due ha rafforzato uno dei messaggi chiave del keynote: la prossima ondata dell’intelligenza artificiale non riguarderà solo i modelli, ma anche come l’IA sarà in grado di operare nel mondo fisico, grazie a una sempre più stretta integrazione tra ricerca accademica e industria.

Il contributo italiano all’IA fisica: il robot di Generative Bionics

Per discutere di IA fisica, Lisa Su ha invitato sul palco un italiano: Daniele Pucci, ingegnere robotico e CEO di Generative Bionics, la startup fondata dall’Istituto Italiano di Tecnologia che sviluppa robot umanoidi intelligenti destinati ad operare nel mondo reale.

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Lisa Su insieme a Daniele Pucci, CEO di Generative Bionics 

Pucci ha spiegato che il suo lavoro richiede prestazioni elevate “che non possono aspettare il cloud”, sottolineando l’urgenza di accedere alle GPU più potenti di AMD per alimentare i sistemi di robotica avanzata.

Sul palco ha quindi fatto la sua apparizione GENE.01, un robot umanoide realizzato da Generative Bionics in grado di muoversi e percepire l’ambiente circostante, dotato di sensori tattili e meccanismi di equilibrio ispirati alla locomozione umana. Sarà prodotto, ha annunciato Pucci, nella seconda metà del 2026.

Su ha accolto con entusiasmo la presentazione del robot italiano, affermando che “osservare queste applicazioni di IA fisica qui al CES mette in evidenza quanto sia fondamentale il calcolo ad alte prestazioni per portare l’intelligenza artificiale dai data center al mondo reale”.

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