Claude, l’intelligenza artificiale di Anthropic presenta malfunzionamenti a causa del conflitto con Trump.

Claude, l'intelligenza artificiale di Anthropic presenta malfunzionamenti a causa del conflitto con Trump. 1

Claude è attualmente offline. Questo malfunzionamento sta bloccando le attività di migliaia di professionisti in tutto il mondo. Da quanto si è appreso, non si tratterebbe di un semplice guasto tecnico, ma piuttosto di una tempesta perfetta che intreccia geopolitica, etica e conflitti di potere ai vertici di Washington.

In questi giorni, la piattaforma di Anthropic ha raggiunto il massimo storico di download sull’App Store, diventando l’app gratuita più in voga del momento. Questa popolarità ha portato i suoi server a cedere sotto la pressione di un numero senza precedenti di utenti, attratti dalla curiosità o dal supporto ideologico verso l’azienda, che in questi mesi è diventata il baluardo anti Donald nella Silicon Valley. Questo picco di notorietà si verifica proprio nel periodo di massima tensione con l’amministrazione americana, che ha trasformato il chatbot in un caso politico di rilevanza dopo il fermo rifiuto della società di adattare i propri algoritmi alle esigenze militari del Pentagono.

Il fulcro del conflitto risiede nelle linee guida etiche dell’intelligenza artificiale di Anthropic, un insieme di principi che vietano l’impiego della tecnologia per la sorveglianza di massa o per la gestione di sistemi d’arma autonomi. Il presidente Trump, interpretando questo rifiuto come un atto di insubordinazione ideologica, ha reagito con grande fermezza ordinando a tutte le agenzie federali di interrompere immediatamente ogni collaborazione con l’azienda. La situazione è stata aggravata dalle dichiarazioni del Segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha ufficialmente classificato Anthropic come una minaccia per la sicurezza nazionale, una decisione drastica solitamente riservata a imprese straniere ostili.

A rendere la situazione ancora più complessa è il sospetto che i modelli di Anthropic siano stati comunque impiegati, in versioni precedenti o tramite intermediari, per coordinare i devastanti attacchi informatici e cinetici contro l’Iran del 28 febbraio, che hanno causato il collasso della rete internet nel Paese e la presunta caduta dei vertici del regime di Teheran.

Questa contraddizione, ovvero un’azienda esclusa dal Presidente ma cruciale per le operazioni militari più significative dell’anno, sta alimentando un acceso dibattito sulla sovranità tecnologica americana. In questo contesto, il messaggio di errore che appare oggi sugli schermi degli utenti non è solo un problema di codice, ma rappresenta il simbolo di un’azienda che si trova schiacciata tra la sua missione etica, le ambizioni militari del governo e una popolarità travolgente che l’ha resa, quasi contro la sua volontà, il nuovo campo di battaglia della politica statunitense.

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